una stagione di fede assoluta: intervista al Segretario Generale CVC Enrico Bertacchi

Aggiornato il: ago 25


Chi ha visto il bel film "Scoprendo Forrester" ricorderà questo titolo: si trattava di un articolo di giornalismo sportivo, riferito ad una squadra di baseball che aveva affrontato la stagione con ogni possibile condizione avversa, ma poi - contro ogni previsione - ce l'aveva fatta.


Ci è sembrato perfetto per introdurre questa intervista a Enrico Bertacchi, Segretario Generale del CVC, che insieme a tantissime altre persone del Centro Velico Caprera ha dovuto affrontare una situazione che definire complicata è poco.


AIVA CVC: L’emergenza Covid-19 ha rappresentato per tutti un momento di grave criticità, e per il CVC ha comportato la necessità di annullare tutti i corsi di aprile, maggio e giugno. Quali sono stati gli aspetti più difficili da affrontare: la contrazione del bilancio economico? la gestione del personale? la gestione della sicurezza sanitaria alle basi ?


EB: In generale è stato un momento molto complesso. Intanto per l’indeterminatezza di quello che stavamo affrontando: quanto dura, di che portata è, riapriremo? Quindi la prima cosa che abbiamo fatto, ancora nel mese di febbraio, è stato di annullare tutti gli investimenti e di congelare tutte le attività che stavamo per intraprendere e che erano costi certi a fronte di un ricavo ancora sconosciuto.

Per noi la stagione era già partita, di lì a 20 giorni avremmo dovuto ospitare il primo C3 a Caprera. Naturalmente il budget dell’anno è cambiato più volte. Siamo partiti non troppo negativi, poi lo abbiamo dovuto rivedere al ribasso (in maniera considerevole) provando a simulare anche la situazione di “non apertura”, che però era infattibile. Infine ci siamo attestati su un budget prudenziale che tenesse in conto una nostra riapertura il 27 giugno al 70% di riempimento.


Quel budget lo stiamo rispettando. È stato un lavoro di squadra che ha implicato una grande pianificazione ed è riuscito solo grazie alla professionalità, la disponibilità e la pazienza di tutti i collaboratori che si sono messi subito a disposizione ed hanno atteso il momento in cui si potesse tornare a lavorare.


Da metà aprile abbiamo poi iniziato a lavorare su un nostro protocollo di sicurezza. Chi conosce Caprera sa perfettamente come sia complessa la vita nell’arco di tutta la giornata. Il lavoro è stato lungo, quasi 200 ore di lavoro, ha coinvolto 10 persone tra cui il sottoscritto e il Capo Base, che aveva il compito di calare operativamente le direttive degli esperti verificando che quanto teorizzato fosse realmente applicabile.


AIVA CVC: Raccontaci dei mesi di lockdown, quando ancora non si sapeva se i corsi di Caprera avrebbero potuto iniziare, e se sì come e quando. Come è stato vissuto quello strano periodo al CVC?

EB: Periodaccio. Anche perché in molti mi chiedevano: che si fa? E io non è che avessi proprio chiaro quale bordo prendere, però lo dovevamo almeno immaginare. Per cui abbiamo fatto vari scenari, differenti simulazioni e organizzato tutto il lavoro in funzione di cosa sarebbe successo.


Per fortuna il nostro modo di lavorare è ben schedulato e le attività sono sincronizzate tra Milano e Caprera. Durante il mese di marzo, via via che le informazioni erano più chiare, abbiamo confermato la Cassa Integrazione, ridotto al minimo i costi, mantenuto molto alto il messaggio positivo del CVC sui social (ricordate le campagne Torneremo, Stiamo tornando ecc.).


Abbiamo avviato la raccolta fondi per La Maddalena, raccogliendo quasi 30.000 euro tutti spesi per l’acquisto di mascherine e gel lavamani. Ed abbiamo atteso la seconda data importante, che era quella subito dopo Pasqua. A quel punto era chiaro che non avremmo potuto aprire neanche a inizio maggio e, per essere sicuri di non “sprecare” energie inutilmente, già in quel periodo avevamo azzardato una riapertura certa per il 27 giugno. Quella pianificazione si è rivelata azzeccata e vincente.


La segreteria di Milano, in smart working già dal 2 marzo, ha fatto un lavoro enorme per reinventarsi il lavoro, per chiamare tutti gli allievi, per spostare le prenotazioni cercando di ridurre al minimo le disdette che, ora lo possiamo dire, sono state veramente molto poche.


I ragazzi a Caprera sono rimasti a casa per tutto aprile e maggio e quando sono rientrati, il 4 di giugno, hanno dovuto svolgere il lavoro di tre mesi in tre settimane e mezzo. Un lavoro immane, organizzato per basi e per barche, dando la priorità alle derive che sarebbero partite prima.


Quando sono arrivato a Caprera il 22 giugno nessuno rideva. Per la concentrazione e la tensione che si era creata si lavorava tutti a testa bassa, fino a sabato 27 giugno, quando stavano per arrivare gli allievi ma ancora non erano stati montati i cartelli segnaletici previsti dalla nuova procedura.


Ma quando è arrivato il Caronte tutto era pronto. Tutte le norme rispettate. I volontari già tutti in base. E sono sbarcati i primi 110 allievi sui 124 massimo che possiamo contenere quest’anno per ogni settimana. Un grande successo di una squadra caparbia, tenace, professionale.


AIVA CVC: ...e quando finalmente si è avuta conferma che si poteva aprire la stagione, anche se tardi rispetto al solito, si è trattato di farlo garantendo la sicurezza di tutti: dipendenti, istruttori volontari, allievi. Come è stato possibile e sulla base di quali regole?


EB: Come dicevo in apertura, non è stato facile perché Caprera unisce veramente tante situazioni differenti: la vita in comune in camerata, la mensa, le ore di lezione teorica, le uscite in mare, ecc. ecc. L’unico modo era far studiare una procedura realmente applicabile da professionisti esperti ma anche profondi conoscitori del CVC.

Per cui abbiamo chiesto aiuto ai nostri volontari ed abbiamo selezionato una squadra fatta da quattro medici coinvolti nel mondo Covid-19, un avvocato e un esperto di sicurezza sul lavoro. Abbiamo scritto una prima versione del manuale sulla base delle indicazioni che avevamo (era fine aprile) e poi lo abbiamo tenuto aggiornato e lo abbiamo modificato via via che si chiarivano meglio le norme, le regole, i divieti.


A fine maggio eravamo pronti salvo attendere le norme della Regione Sardegna, che sono uscite il 14 giugno e quindi ci hanno imposto di aspettare ancora qualche giorno. Ancora oggi è un manuale che sta funzionando. Ho girato un po’ per la Sardegna e mi sono confrontato con altre scuole, enti di accoglienza. Nessuno ha un documento così accurato e dettagliato. Il manuale a fine luglio ha subìto una minima rettifica, ma è ancora assolutamente valido ed è il documento che ci ha permesso di scrivere il Vademecum Allievi ed il Vademecum Istruttori che trovate anche sul sito.


AIVA CVC: In tutto questo, gli allievi come si comportavano? Scrivevano, chiamavano per avere notizie?


EB: Hanno continuato ad iscriversi facendo molto poche domande. Considera che il mese di febbraio era stato il migliore di sempre, forse per la bella estate del 2019 o per il nuovo sito, ma quando abbiamo aperto il booking il 7 febbraio abbiamo ricevuto in una settimana l’equivalente delle prenotazioni dello stesso mese dell’anno precedente.


Poi inevitabilmente tutto si è quasi fermato. Da metà maggio invece le prenotazioni sono ripartite molto bene e ci hanno permesso di ottimizzare le settimane di luglio e agosto. Tante telefonate, molte per sapere come ci saremmo comportati ma tantissime anche per sapere come si faceva a prenotare i viaggi, cosa si dovevano aspettare in aereoporto, eccetera. Insomma ci hanno letteralmente ingolfato i centralini che già avevano un super lavoro per spostare le tante prenotazioni.


Ma la realtà era, ed è, la grande voglia di tornare a Caprera. Anche con restrizioni, anche con l’incertezza del viaggio, gli spostamenti degli aerei che quest’estate hanno fatto molto tribolare, con le nuove norme comportamentali sull’isola. Devo dire che questo punto un po’ ci spaventava perché non avevamo idea come l’avrebbero presa gli allievi, soprattutto quelli nuovi che conoscevano come fosse la Caprera di sempre. E invece è andato tutto bene.


AIVA CVC: Finalmente è arrivata la prima settimana di corsi...

EB: Sì. Ci siamo arrivati veramente di rincorsa. Grazie al super lavoro fatto da tutti i ragazzi di Caprera e ai volontari che sono arrivati prima per dare una mano. Come sempre preziosissimi. Il primo briefing con i volontari della settimana 27 e tutto il personale è stato emozionante.


Ho visto per la prima volta realmente la base confrontarsi con chi stava arrivando, mettere in campo le nuove procedure, provarle insieme: da come gestire le comandate, alla mensa, alla cucina, i nomi sui letti, i turni nei bagni, i turni a colazione, la misurazione della febbre, lo sbarco dal Caronte. I primi giorni sono stati incredibili.


Anzi ne approfitto per ringraziare tutti i volontari di quella settimana perché veramente si sono messi a disposizione al 200% per rodare quello che era stato pensato e per suggerire modifiche che potessero dare un contributo migliorativo alla situazione.


Ormai essendo chiuso agosto possiamo dire che i due mesi sono andati molto bene. Abbiamo raggiunto gli obiettivi di ricavo che ci eravamo dati per cui, scongiuri facendo, se riusciamo a portare avanti anche settembre e ottobre come si sta prospettando, potrebbe essere una stagione che non chiude neanche troppo male.


Grazie al grande taglio di costi da marzo a maggio possiamo infatti permetterci di fatturare meno ma di tenere sempre la scuola in sicurezza. Ci spiace che molte iniziative organizzate per i mesi di maggio, giugno e luglio siano saltate. Abbiamo recuperato qualche cosa in agosto con le regate Formenton e Vela Cup ma non come avremmo voluto e non con i programmi previsti.

AIVA CVC: Quest'anno la stagione durerà più a lungo. Ce ne vuoi parlare?


EB: Quest’anno abbiamo ipotizzato la chiusura per l’8 dicembre. Sfruttando il ponte di Sant’Ambrogio abbiamo ipotizzato un weekend lungo un po’ come Pasqua Vela. Abbiamo già qualche iscrizione.


Il mese di ottobre sarà ricco di appuntamenti. Chiudiamo i corsi Deriva la settimana 41, quella che termina il 10 ottobre, con un ospite di eccezione: viene a trovarci per tre giorni di allenamento Giulia Conti, olimpionica di 49er, allenatrice olimpica, gran personaggio.


Grazie ad AIVA CVC abbiamo introdotto tre settimane di Clinic Class40 che ha avuto un grande successo e in tre giorni è andato sold out.


Continueremo con i corsi cabinati per tutto novembre, abbiamo molte prenotazioni per i C4 nel mese di ottobre. Speriamo che il tempo regga e che si possa assistere alle meravigliose settimane di ottobre che negli ultimi anni ci sono state regalate. La sfida è di vedere alla base qualche corso ancora per il mese di novembre. Lo so che è difficile ma quest’anno è ricco di sfide e quindi stiamo programmando anche questo mese in attesa di vedere gli sviluppi dell’autunno.


AIVA CVC: Enrico, grazie e buon lavoro a te e a tutto lo staff del CVC!











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