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Egadi, sulle tracce dei Florio

Aggiornamento: 13 giu

L’appuntamento è a Marsala il 25 maggio. Parte dell’equipaggio giunge in mattinata da Palermo dove ha trascorso qualche giorno prima di imbarcarsi. Il resto del gruppo arriverà direttamente da Roma nel pomeriggio.


Dopo aver sbrigato tutte le pratiche amministrative per il charter, Giovanna, Giulia e Giuseppe (Pino), il nostro Capobarca, si occupano di provvedere alla cambusa in attesa dell’arrivo a Marsala degli altri membri dell’equipaggio - Mario, Paolo, Claudio e Mauro -  cosi da poter salpare verso Favignana.


Una volta preso possesso della barca, un Dufour 460 GL, un piccolo imprevisto (una cerata dimenticata sul pullman) e qualche considerazione tecnica, ci fanno optare per trascorrere la notte a Marsala e partire il mattino seguente.

 

Questa sarà l’occasione per fare un breve tour di Marsala e godersi il tramonto sulle isole Egadi, la nostra prossima destinazione.

 

L’Arcipelago delle Isole Egadi è costituito da tre isole: Favignana, Marettimo e Levanzo.

Favignana, forse la più rinomata, è conosciuta per le sue acque cristalline e per l’antica Tonnara dei Florio, le cui vicissitudini sono narrate nel romanzo I leoni di Sicilia di Stefania Auci (Editrice Nord).


Marettimo, isola di pescatori è anche riserva naturale per la presenza della Foca Monaca. Infine Levanzo porticciolo incastonato nel blu, che conta la presenza di appena 200 abitanti.


Domenica mattina, dopo aver definito la rotta, l’equipaggio è pronto per salpare alla volta di Favignana, il nostro primo approdo. Poco dopo l’uscita dal porto, il Capobarca testa subito la preparazione del suo equipaggio e si comincia a veleggiare.

 

Favignana dista circa 12 miglia da Marsala, per arrivarci abbiamo fatto dei bordi di bolina vista la presenza del vento di tramontana. Il nostro primo incontro con Favignana è stato Cala Azzurra, situata sulla parte orientale dell’isola, in un’area protetta dai venti provenienti da Nord. Il suo fondo sabbioso e le sue acque cristalline sono ideali per una sosta e per saggiare la temperatura dell’acqua.


Per il primo giorno, dopo aver valutato le previsioni meteo, decidiamo di passare il resto della giornata e la notte qui, sotto il faro di punta Marsala.


Il risveglio a Cala Azzurra è stato dolce. Con Mario al timone abbiamo spiegato le vele per aggirare da Nord Est l’isola fino a raggiungere, sulla costa occidentale, Cala Preveto. Una meravigliosa cala con un fondale di Posidonia e sabbia che insieme creano delle chiazze color blu e turchese.


Dopo aver fatto il bagno nelle sue acque cristalline e pranzato, nel pomeriggio siamo partiti alla volta del porto di Favignana, dove avevamo deciso di trascorrere la notte. Il vento scarso ci ha permesso comunque di alternarci al timone e alle manovre e di sperimentare andature mai provate da alcuni membri dell’equipaggio, come l’andatura a “farfalla”.


Davanti a un bicchiere di Marsala ci cimentiamo nei nodi marinai facendo riecheggiare un passo del manuale di Marineria "addugliare prillando acciocché non si formino cocche" (n.d.r. traduzione: avvolgere una cima in spire tonde seguendo il movimento naturale della fibra per evitare che produca incroci) citato da Mario non appena salito a bordo. Questo passo è diventato un mantra per tutto l'equipaggio.


 

L’indomani tutto l’equipaggio era pronto e attivo fin dalle prime luci del mattino: chi è andato a cercare dei cornetti caldi per colazione e chi si è recato al mercato dei pescatori appena rientrati al porto. Lo chef Mario ha scelto due bellissimi scorfani da prepararci per la sera.


Il resto della mattinata è stato dedicato  alla visita della tonnara di Favignana, ufficialmente detta Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, un vero gioiello di archeologia industriale e meta imprescindibile per chi si trova a Favignana. Infatti in questa tonnara è stato inventato il  metodo per la conservazione del tonno sott'olio dopo bollitura e l’inscatolamento.


Lasciato il porto di Favignana, ci siamo diretti nuovamente sulla costa occidentale dell’isola. Questa volta la sosta per pranzo e per un bagno rigenerante, vista la temperatura dell’acqua ancora primaverile, è ricaduta su Cala Rotonda: una meravigliosa insenatura naturale protetta dai venti.


Nel pomeriggio veleggiamo verso Marettimo, la più occidentale e montuosa isola dell’Arcipelago. Dopo un breve passaggio esplorativo al porto non ancora attrezzato per la stagione estiva, cerchiamo un posto riparato per passare la notte all’ancora.


Un gruppo di delfini gioca con la nostra barca accompagnandoci nella ricerca, scortandoci fino a Punta Troia.


La scelta dove passare la notte in tranquillità ricade su Scalo Maestro, proprio sotto il castello di Punta Troia. Qui sorge a 116 metri sul livello del mare una torre di guardia saracena risalente al IX secolo. Fu poi attorno al 1140 che Ruggero II, re di Sicilia, trasformò la vecchia torre saracena in un vero Castello a presidio dell’estremità occidentale del regno.

 

Gli scorfani all’acquapazza preparati dal nostro Mario suggellano un’incantevole serata sotto un magico cielo stellato.


Il mattino seguente, come annunciato dalle previsioni meteo, rinforza il vento da Ovest Sud-Ovest. Decidiamo quindi di partire e di approfittare del vento per bordeggiare lungo la costa orientale  dell’isola. Verso l’ora di pranzo ci fermiamo presso Finocchio Marino, una splendida spiaggetta riparata dal vento da Ovest con l’acqua color smeraldo e le rocce a strapiombo sul mare.


Dopo una fugace sosta per rifocillarsi, e viste le condizioni del vento, l’equipaggio non si lascia scappare l’occasione per fare qualche bel bordo sotto la guida esperta del nostro Capobarca, mai avaro di spiegazioni tecniche, in particolare alla regolazione delle vele. Verso sera visto l'incalzare del vento, decidiamo di cercare riparo nel porto di Marettimo dove passeremo la notte all’ancora.


Giovedì mattina con il tender raggiungiamo Marettimo, con le sue caratteristiche case bianche con persiane blu per poi levare l’ancora e veleggiare alla volta di Levanzo. La navigazione è molto tranquilla con un’ andatura al traverso che permette qualche chiacchiera e molte risate tra l'equipaggio diventato, con il trascorrere del tempo, molto affiatato.


Dopo una rapida perlustrazione di Cala Dogana, dove ritorneremo più tardi per fare una breve passeggiata a Levanzo, ci spostiamo a Cala Fredda, poco distante. Una bellissima Cala con l’acqua di un blu intenso ma allo stesso tempo limpida.


Il vento da sud  ci obbliga a scegliere di trascorrere l’ultima notte prima di restituire la nostra barca, a Cala Rossa sul versante nord dell’isola di Favignana. Secondo la storia, il suo nome deriva dal fatto che la cala è stata teatro di una battaglia durante la prima guerra punica tra Romani e Cartaginesi nel 241 a.C.. La battaglia fu così cruenta da tingere di rosso l'acqua del mare. Oggi le sue acque di un turchese trasparente e la sua forma ad anfiteatro, cosparsa di cave di tufo, la rendono incantevole, il luogo perfetto per trascorrere l’ultima notte in mare prima del ritorno a Marsala.

 

L’indomani con un velo di tristezza, facciamo ancora in tempo ad affinare e applicare le indicazioni di Pino facendo qualche bordo - “du bordi” visto la prevalenza romana dell’equipaggio - prima dell’ultimo bagno nell’acqua turchese di Cala Rossa e fare rotta verso Marsala. 


La sera in porto è tempo di resoconti e di ultimi momenti passati insieme da questo variegato equipaggio prima di tornare ciascuno alle proprie occupazioni, sognando la prossima navigazione.


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