l'ancora



Come commentò il grande scrittore Joseph Conrad (che non solo scrisse di mare, ma ci passò quasi tutta la vita): "Un' àncora non viene mai 'gettata'. Il comando è uno soltanto - Fondo! Prendersi delle libertà col linguaggio tecnico è un delitto contro la chiarezza, la precisione e la bellezza della perfetta espressione."


A cosa serve l'ancora lo sappiamo tutti. Vediamo come si chiamano le sue diverse parti, e quali sono i vari tipi.


PARTI DELL'ANCORA

MARRA: la parte terminale dei bracci a uncino, fissi o mobili, destinata a mordere il fondo per farvi presa: è formata da un ingrossamento (patta) che, conformato a punta di freccia o di lancia, culmina generalmente con una sporgenza (unghia).

UNGHIA: l’unghia della marra è l’estremità acuminata della marra.

PATTA: la parte piana delle alette delle marre dell'ancora.

DIAMANTE: il punto più basso del fuso dell’àncora, da dove si diramano le marre.

CICALA: l’estremità superiore del fuso o l'anello posto alla estremità superiore del fuso nel cui apposito foro (occhio della cicala) si collega il maniglione della cicala per unire l’ancora alla sua catena.

OCCHIO PER LA CICALA: il foro che si trova all'estremità superiore del fuso dell'àncora. CEPPO: è una grossa e pesante traversa, di legno o di metallo, posta sul fuso dell’àncora vicino alla cicala, perpendicolarmente al piano delle marre, la quale, quando l’ancora cade sul fondo, si adagia orizzontalmente, e permette a una delle marre di penetrare nel fondo facendovi buona presa.

FUSO: è il corpo centrale dell’ancora stessa, alle cui estremità si trovano, in basso, le marre, in alto il ceppo e la cicala.


TIPI DI ANCORA


E' bene sapere che vi sono diversi tipi di ancore a seconda dei fondali e delle caratteristiche dell'imbarcazione.

Ancore a ceppo: ammiragliato

Ancore a marre articolate: Danforth, Hall

Ancore a vomere o ad aratro: CQR e Delta

Ancore a cucchiaio: Bruce

Ancore a grappino (o a ombrello)


la Ammiragliato (o dell'ammiraglio)

E' senza dubbio la più classica ed è praticamente il simbolo internazionale dell’àncora. E’ poco utilizzata nel diporto perché è ingombrante, pesante e difficile da maneggiare.


Per risolvere almeno in parte questi handicap è senz'altro da preferire il tipo a ceppo sfilabile (mentre non sempre si dimostrano funzionali i pochi modelli completamente smontabili). È comunque un'àncora ottima praticamente per qualsiasi fondo e si dimostra superiore alle altre soprattutto in presenza di fitta vegetazione algale (anche se a volte può arare, cioè muoversi, soprattutto nella sabbia).


La punta delle marre può essere più larga per fondi fangosi o morbidi, più stretta per quelli compatti. Tra gli inconvenienti è anche da ricordare che se la catena si imbroglia sul ceppo (inceppata) o sulle marre (ammarrata), l'ancora probabilmente non farà nessuna presa e dovrà essere nuovamente calata. Inoltre il suo peso è superiore di una a marre articolate o a vomere di pari qualità, e questo può essere un problema grave se non si dispone di salpa-ancore e tutto viene fatto a forza di braccia.


Danforth

L’ancora piatta a marre articolate è diffusissima in tutto il mondo ed è nota in Italia come Danforth. Presenta una grande area, così da essere ottima per sabbia e fango, qualità che la fa spesso preferire nei nostri mari. Tra le caratteristiche ricordiamo il diamante snodato e l'avere un corto ceppo in linea con la base delle marre.


Valutando le diverse possibilità di fondale, la sua tenuta risulta mediocre con fitta vegetazione e addirittura scadente su fondali rocciosi; è quindi da ritenere genericamente inferiore ad una CQR, per cui il suo uso è consigliabile soprattutto come àncora secondaria. Se disponete di una Danforth ricordate di controllare periodicamente che lo snodo non presenti incrostazioni in grado di limitare il movimento delle marre, perché in questo caso la sua efficienza diminuirebbe drasticamente.


Hall

Anche la Hall è un'àncora a marre articolate, ma si differenzia dalla Danforth per non avere il fuso e disporre di marre più tozze e grosse.


Normalmente la Hall affida al grande peso la sua ottima qualità di tenuta su qualsiasi tipo di terreno, ma per questo è utilizzata come ancora primaria soprattutto sulle navi o su yacht di grande dislocamento.


Di dimensioni assai ridotte, presentando un facile stivaggio ed essendo priva di spigoli vivi, è preferita anche sui battellini di servizio e gommoni, ma in questo caso presenta anch'essa problemi con alghe, ciottoli o ghiaia.


CQR


Detta anche a vomere o ad aratro, la CQR è tra le più diffuse e per le sue qualità viene utilizzata normalmente come àncora primaria. Il suo nome è l'abbreviazione della parola inglese "secure", sicuro.


Di ridotto ingombro e tenuta molto buona, specie con sabbia, ciottoli o fango, nacque ad opera di G.I. Taylor nel 1933, come àncora per idrovolanti. Da qui si intuisce la necessità di uno strumento che, a parità di tenuta, permettesse soprattutto la riduzione dei pesi. In effetti tutte le prove riscontrabili riportano come una CQR presenti una tenuta quasi doppia di un' Ammiragliato di pari peso.


Inoltre la sua forma riduce quasi completamente i rischi di ammarraggio, mentre la barra che unisce le due orecchie delle marre consente di installare con estrema facilità una grippia. Tra vantaggi sicuramente non secondari è infine da ricordare che la CQR fa nuovamente presa anche dopo avere eventualmente arato, cosa invece difficile ad esempio per una Danforth. Tra gli inconvenienti è invece da annoverare che, proprio per il suo peso ridotto, ha una estrema difficoltà ad affondare su un terreno coperto di alghe.

Recentemente è nata l'evoluzione della CQR, chiamata Delta, che si posiziona automaticamente sul musone di prua.






Bruce

E' un'ancora di concezione relativamente recente (1972) e dimostratasi assai valida.


L'obiettivo di Peter Bruce era originariamente di ideare un'àncora speciale per le piattaforme petrolifere che operavano nel Mare del Nord; avendo però creato un oggetto che presenta estrema facilità ad affondare saldamente nella sabbia o nel fango, oltre ad avere una presa genericamente più forte di altre ancore a parità di peso e di lunghezza di catena, si è diffusa rapidamente anche sulle barche da diporto.


Ha una forma molto particolare, con un'unica marra fissa quasi semicircolare e due larghe orecchie che si aprono come ali di farfalla. A parità di peso è più compatta di una CQR o una Danforth.


Di difficile stivaggio, è però l'àncora che meglio di ogni altra sembra integrarsi elegantemente sul musone di prua. Per contro l'essere coperta da brevetto la rende un oggetto più costoso delle altre ancore


Grappino



E' un ancorotto a quattro marre articolate e richiudibili, ottimo sui gommoni o nel battellino di servizio. Detto anche "a ombrello", deriva dai rampini da pesca che presentano le marre fisse e le unghie più sottili. In posizione di riposo le marre sono raccolte attorno al fuso e trattenute da un blocco semisferico, lo stesso che mantiene poi aperti i quattro bracci.


La sua tenuta non è forte e non deve mai essere utilizzato come ancora di posta, anche se dimostra una buona tenuta su fondali rocciosi per la sua capacità di penetrare in ogni anfratto.



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