Le sette sorelle del Tirreno
- Marco Silleni

- 30 mar
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 2 apr
Marco, un affezionato frequentatore delle navigazioni AIVA-CVC, ci parla di quella alle Eolie dello scorso novembre 2025, corredata dalla foto di Claudio Savoia.

Una bella navigazione alle Eolie nei giorni più corti dell’anno è possibile? Sì! E anche con diverse scoperte naturalistico-meteorologiche!
Per cominciare, siamo ben in 27 su tre barche Jeanneau, un Sun Odissey 519 (nome: Montecarlo) e due altri 449 (Nantes e Nizza). Il capoflottiglia e capobarca della prima è Peppe Salottolo, gli altri sono Giampaolo Boi e Giovanni Venturi. Peppe poi ci presenterà Cristian, che già conoscevamo come valente marinaio, come capobarca AIVA in formazione. Supererà la prova?...


Durante il pomeriggio di sabato 22 novembre sotto un cielo coperto, ma senza pioggia, arriviamo alla spicciolata al marina di Capo d’Orlando, molti via Catania; spesa nel supermercato locale e cena a bordo.
La domenica ci saluta con un inizio adeguato alla stagione: sotto un gagliardo ponente forza 7, con mare da molto mosso ad agitato, trasferimento in poppa/lasco a Milazzo: gestito con solo fiocco e a tratti un po’ di motore; prendiamo molti groppi con pioggia anche violenta e persino una grandinata, che fino a pochi anni fa, sarebbe stata considerata fuori stagione per novembre.
Approdiamo prima del tramonto al marina Poseidon di Milazzo. Per la sera, molti locali sono chiusi, sia per la stagione che semplicemente per la domenica; noi di Montecarlo troviamo però posto a “La Casalinga” che si rivela un’ottima scelta. Al rientro, festeggiamo il compleanno di Massimo sulla barca di Giovanni.
Il lunedì è sereno, con vento da SW-W sui 6/7 nodi e ovvio mare lungo al traverso, appena passato Capo Milazzo. Su Montecarlo abbiamo problemi con la randa avvolgibile che non esce se non dopo lunghi tentativi: bella l’idea per poter ridurre la randa senza prendere terzaroli, complicata l’attuazione. Dirigiamo verso il porto di levante a Vulcano, poi passiamo lo stretto tra Vulcano e Lipari con bella vista sui faraglioni.

Dopo un pranzo alla fonda davanti alla spiaggia delle Pomici, ci trasferiamo a S. Marina a Salina, dove purtroppo non ci lasciano ormeggiare nel porto, ma dobbiamo trasferirci al marina.
Partenza di buon mattino il giorno successivo, verso Filicudi, con vento da W-NW a 15 nodi, passando a N di Salina e quindi davanti alla mezza caldera di Pollara, in una simil-regata amichevole di bolina larga che vede Nantes leggermente in testa. Arrivati a Filicudi, decidiamo di rientrare verso Vulcano. Il vento cala e finiamo a motore. Begli arcobaleni e qualche accenno di arcobaleno doppio. Diamo fondo nel porto di levante, dove sia Nantes che Nizza calano le ancore su una catenaria che richiede un bagno di Cristian per liberarle (brrr!!!), compensato però da una bottiglia di vino.
Da Vulcano ci spostiamo poi a Pignataro (Lipari), anche per risolvere i problemi della borosa di Nizza. Lì un taxi il cui conducente non vuole essere pagato all’andata, ma solo più tardi al ritorno. Ci porta al paese, dove facciamo una bella passeggiata fino a Marina Corta. Anche qui purtroppo quasi tutti i locali sono chiusi, non troviamo granite ma una sola gelateria che ci manda a comprare le brioche nella panetteria accanto, per poi riempircele con i “7 veli”; ne ricordo quattro gusti in particolare: cioccolato, torroncino, nocciola e un ottimo pistacchio.

Mercoledì giornata di vento scarso, con molto motore: ripartiamo da Lipari verso Panarea, puntando sulle Formiche, scoglietti affioranti e non segnalati che fanno parte della caldera esplosa in tempi pre-storici e da cui origina il festone di isolotti che fronteggiano Panarea: a S Lisca Nera, poi da E a W Lisca Bianca, Bottaro, Dattilo e più distanziato a N, Basiluzzo.

Proseguiamo poi verso Stromboli, dove arriviamo verso mezzogiorno e in senso orario ammiriamo Ginostra, lo scoglio di Strombolicchio col faro, la Sciara del Fuoco e il paese. La posizione però è infelice per ormeggiare e torniamo a Panarea, dove passiamo la notte alla fonda con qualche rovescio di pioggia.


Il giorno dopo partenza scaglionata tra le 8 e le 9 verso Lipari: Nizza infatti deve fare scalo per acquisti in farmacia. Vento minimo a 2 nodi e quindi motore. Passiamo subito davanti a Cala Junco (Panarea), dove i barconi portano i turisti e una volta arrivavano in spiaggia; ora c’è un festone di gavitelli a bloccare l’accesso. Ammiriamo per la seconda volta un arcobaleno doppio, il cui arco principale sembra scendere sulla spiaggia vicino a noi – però non riusciamo a scorgere la pentola con le monete d’oro!

Di nuovo nello stretto tra Lipari e Vulcano, con i faraglioni a portata di mano; più avanti la visibilità ottima ci consente di vedere tutte e sette le isole principali, da Alicudi la più a W a Stromboli a E. Costeggiamo il lato W di Vulcano e diamo fondo a Cannitello dove un pranzo con pasta patate e provola premia i cinque audaci che fanno il bagno.

La giornata si conclude con la traversata verso Tindari in Sicilia, dove diamo fondo su un banco di sabbia con un gradino che in pochi metri scende da 3 a 11 m di profondità.


Su Montecarlo ci preparavamo a una bella carbonara, anche per finire le uova che avevamo a bordo, quando dopo uno strano rumore finisce la bombola del gas che avevamo appena sostituito all’inizio della navigazione! Decisamente non era piena alla partenza. Nantes ha però una bombola piena: optiamo quindi per un abbordo su di loro, ormeggiati subito davanti a noi, senza salpare l’ancora ma solo dando un po’ di motore e anzi filando un po’ di catena, mentre loro arretravano. Cena slittata alle 22.30!
Ultimo giorno di navigazione: in assenza di vento muoviamo lungo la costa N della Sicilia verso Capo d’Orlando, dove arriviamo per pranzo, dopo qualche tentativo di dare vela e varie foto ricordo. Ne approfittiamo per organizzare un party delle tre barche con insalata di riso, pasta al pesto e penne all’arrabbiata, anzi arrabbiatissima. Segue un aperitivo serale di tutti gli equipaggi a bordo di Nizza, più divertente della più formale cena al ristorante!


In conclusione, una settimana molto buona dal punto di vista meteo: il cattivo tempo della domenica iniziale ci ha fatto apprezzare i giorni di tempo alterno, con tanti arcobaleni e qualche fulmine, ma anche diversi bagni in mare a fine novembre! L’itinerario tra le isole ci ha dato la possibilità di vederle da tanti lati e di ammirare la loro bellezza e l’ospitalità degli eoliani. E Cristian, il capobarca AIVA in formazione? Promosso a pieni voti!





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