Tiki e dintorni (parte seconda)

Aggiornamento: ago 25


Capitolo terzo: dove si valutano i pro e i contro dei Tiki e volutamente non si giunge ad una conclusione per non influenzare il lettore con una clamorosa dichiarazione di amore per gli stessi.


TIKI, PERCHE’ SI’

Si tratta di un catamarano che, secondo la consolidata formula di James Wharram (vedi Tiki parte prima nel Notiziario n.1 n.d.r.), è sicuro, veloce, comodo.

• La sicurezza, la prima cosa, è stata testata da tra- versate atlantiche.

• La velocità verificata di oltre 12 kn (irraggiungibile dai monoscafi di pari dimensioni dell’epoca).

• La comodità determinata dagli ampi spazi all’aperto che moltiplicano la dormibilità e danno la possibilità all’equipaggio non addetto alle manovre di stendersi a pelle di leopardo un po’ dovunque.

Le aree di stivaggio sono numerose, a partire dallo spazio sotto le cuccette continuando cogli ampi gavoni in pozzetto e a prua.

• La barca inoltre è dotata di grande tenda che trasforma il pozzetto in un salotto.

(...inoltre, si presta molto bene per stendere il bucato, vedi foto)

• Tutte le manovre fisse e correnti sono a portata di mano, compresi i particolari incappellaggi in testa, fatti in modo che sartie e strallo scarichino gli sforzi su tutta la circonferenza dell’albero.

• Le cimette che rendono solidali scafi e traverse sono sempre sott’occhio e facilmente sostituibili.

La mancanza di derive e timoni salienti consente il passaggio su bassi fondali (un errore che di solito si paga a caro prezzo) generalmente senza conseguenze.

• La stessa mancanza consente di atterrare su spiagge disabitate e spesso bellissime, per passarci alcune ore o per sfuggire al maltempo.

Le riparazioni possono essere fatte da chiunque abbia un po’ di dimestichezza col legno e l’epossidica.

• Per rafforzare la sicurezza attiva, sia il fiocco che la randa sono dotate di terzaroli; quest’ultima può essere ridotta anche navigando in poppa ed è priva di boma.


TIKI, PERCHE’ NO

• Nascono molto spartani, privi di wc; per cucinare ci si deve affidare ad un fornello esterno in pozzetto, il che obbliga generalmente ad alzare la tenda.

• Le cuccette sono dei loculi: in caso di bel tempo è molto meglio dormire à la belle étoile, eventualmente protetti dalla grande tenda.

• La navigazione non è mediata dalle forme dello scafo: a bordo in caso di maltempo arrivano rovesci d’acqua che, unitamente al vento, sottraggono calore al corpo e rendono necessario navigare con cerata e maschera da sub

• Le stesse forme degli scafi che garantiscono un’elevata stabilità di rotta e la mancanza di appendici salienti rendono spesso la virata lenta ed incerta ed obbligano talvolta alla manovra col fiocco a collo (e quindi ad una consistente perdita di velocità) Ma... il nostro Frankenstein, a Monteroni di Lecce, è diventato custom grazie a wc e cucinotto nello scafo di sinistra. E Chandrika, a Pisa, alle foci d'Arno, è dotato di gennaker e scaletta d'attracco...

e la storia continua...






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