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Un amor di Martinica

  • Immagine del redattore: Maurizio Margaira
    Maurizio Margaira
  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

La galleria completa della navigazione in Martinica-Grenadines è disponibile in questa pagina del Notiziario Martinica-Grenadines 2026 | AIVA CVC


«Che c###o stai facendo?»

«Non puntare la luce sul fiocco, puntala sul mare che non ci vedo niente!»

«Non mi serve questa luce, io ci vedo lo stesso! Ma dove stai andando? Cosa stai facendo?»

 

Comincia così la nostra bellissima crociera ai Caraibi.


La sera del primo ancoraggio arriviamo in baia con il buio (causa lungaggini del check-in alla partenza). Bastano cinque o dieci minuti di manovra perché io riesca ad apprendere moltissimo, nonostante i toni piuttosto concitati e una certa tensione dovuta probabilmente alla stanchezza e al fatto che ancorare di notte, in mezzo a decine di barche alla fonda, non è esattamente la cosa più semplice del mondo.


Seguono poi due settimane splendide, trascorse con un equipaggio eterogeneo: dai meno che trentenni agli over settanta, tre donne e quattro uomini, ciascuno con esperienze e competenze diverse.


C’era chi non era ancora in grado di gestire una barca, ma era bravissimo a immortalare ogni momento con la macchina fotografica, e chi invece poteva contare su venti o trent’anni di esperienza, come istruttore o comandante di petroliere. Un gruppo vario, affiatato e ricco di personalità, che ha reso questa avventura ancora più speciale.


A bordo di un 41 piedi, insieme ad altre due imbarcazioni — un 46 e un 51 piedi — all’inizio pensavamo di partire con qualche svantaggio. In realtà, la nostra barca si è rivelata eccellente sotto ogni punto di vista. Non avendo il fiocco autovirante (a differenza delle altre), potevamo sfruttarne appieno le prestazioni e regolare le vele con maggiore efficienza. Inoltre, eravamo l’unico equipaggio ad avere un dissalatore a bordo, un dettaglio che si è rivelato preziosissimo. 


Partiti dalla Martinica, abbiamo attraversato due Stati indipendenti — Saint Lucia e Saint Vincent and the Grenadines — affrontando le relative noiose e defatiganti procedure di ingresso e uscita dai rispettivi territori (crew-list da compilare ogni volta su computer scomodi e con tastiere AZERTY invece che QZERTY…).


Abbiamo navigato per gran parte del tempo al riparo delle isole, ridossati rispetto ai costanti alisei che soffiavano da est con punte di oltre 20 nodi. Un vento generoso e regolare, che ci ha accompagnati giorno dopo giorno.


Di tanto in tanto, lasciando la protezione di un’isola per raggiungere quella successiva, ci esponevamo nuovamente alla maestosità dell'Atlantico. Bastava superare un ridosso o attraversare un canale tra due isole perché il vento accelerasse e il mare si facesse più vivo. Erano i momenti in cui la barca tornava a mostrare tutto il suo carattere, planando tra onde e spruzzi e regalando le emozioni più intense della navigazione.


Quello che all’inizio sembrava un possibile limite si è trasformato presto in uno dei nostri punti di forza. Come non ricordare il sorpasso a fil di poppa sulla barca di Beppe (oltre 80 anni portati benissimo) l’ultimo giorno?

E così, tra baie dalle acque trasparenti, ancoraggi da cartolina, snorkeling sulla barriera in compagnia di razze e tartarughe, traversate ventose e serate trascorse insieme in pozzetto o distesi a prua a guardare le stelle, due settimane sono volate via in un soffio, lasciando il ricordo di una navigazione intensa, divertente e autentica, di quelle che continuano a farti sorridere anche molto tempo dopo essere tornato a terra.


Il tutto coadiuvato dall’organizzazione impeccabile del Quadrante Toscana, con il sostegno di Carmen in segreteria, alla quale vanno i nostri ringraziamenti.

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© 2025 Dentro e fuori da Porto Palma   

Notiziario trimestrale dell'Associazione Istruttori Volontari e Allievi Centro Velico Caprera (AIVA CVC)  

Decr. Reg. Tribunale Milano n° 447 del 23-12-1977

Direttore responsabile: Luisa Fezzardini

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