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Fantastici schooner

  • Immagine del redattore: Gianni Magnano
    Gianni Magnano
  • 21 nov
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 7 giorni fa

Celebri armamenti tra pesca e scommesse

La goletta "Fortuna" nel1897 in regata davanti a Newport
La goletta "Fortuna" nel1897 in regata davanti a Newport

Gianni Magnano, genovese appassionato di storia della vela, ci racconta la genesi di schooner e cutter in questo articolo uscito nel n. 1 (settembre 2025) del periodico "Memorie del Mare" (www.memoriedelmare.it) che pubblichiamo qui col permesso dell'autore e dell'editore.

Nota: per una introduzione ai vari tipi di armo vedi l'articolo L'armo in questo Notiziario.


All'inizio del XVII secolo si diffuse negli Stati Uniti e in Europa l'armo a goletta, e ciò avvenne grazie alle barche da pesca, che dovevano raggiungere i banchi distanti dalla costa ed erano stimolati a rientrare ai porti velocemente per aggiudicarsi al massimo prezzo il pescato.


La goletta fu l'armo più idoneo ad ottenere questo scopo, con le vele auriche per bolinare meglio e gli scafi fini e leggeri per affrontare in velocità il mare aperto, spesso agitato, delle coste americane ed inglesi. Le golette, o schooner, come erano note nel mondo anglosassone, erano quanto di meglio disponibile per navigare all'epoca.


Si ritiene che la parola inglese "schooner" abbia origine dal termine olandese "schoon", che significa "bello" o "pulito". In Italia nell'area ligure fu coniato "scuna", che italianizzava il termine. "Goletta" viene invece dal francese "goelette" che a sua volta deriva dal gaelico "gwelan", ovvero gabbiano. Un natante, dunque, che sembrava volteggiare sulle onde dell'Oceano, agile e sicuro come un gabbiano.


La storia della goletta può essere fatta risalire al XVII secolo. Si ritiene che il suo design sia nato nei Paesi Bassi e si sia diffuso in tutta Europa e in Nord America. La goletta guadagnò rapidamente popolarità grazie alla sua versatilità e velocità. Era ampiamente utilizzata per vari scopi, tra cui la pesca e il trasporto di merci, e come yacht privato per armatori facoltosi.


Divenne quindi l'armo ottimale, anche migliore degli sproporzionati "sanddbagger", piccole agili imbarcazioni con le vele maggiorate, che richiedevano marinai forzuti per manovrarle, con i loro sacchi di appesantimento opportunamente spostati sopravvento nelle varie andature. I "sandbagger" furono ben presto abbandonati perché poco capienti e spesso soggetti a disalberamento a causa della loro velatura estrema.


"Annie", un sandbagger al Mystic Seaport Museum. È evidente l'invelatura sproporzionata rispetto allo scafo.
"Annie", un sandbagger al Mystic Seaport Museum. È evidente l'invelatura sproporzionata rispetto allo scafo.

Intanto si era cominciato a scommettere sulle prestazioni degli schooner, sulla loro velocità paragonata ad altri tipi di imbarcazioni, e la capacità di rientrare rapidamente in porto col pescato fresco. Si instaurò una sorta di gara tra i pescherecci, sempre più veloci, al punto che si organizzarono le prime gare vere e proprie, tra pesca e agonismo. Sulle prime si regatava tra due località della costa e solo più tardi si pensò a boe come riferimento del percorso da compiere.


Cutter e sandbagger in gara davanti a Long Island.
Cutter e sandbagger in gara davanti a Long Island.

Il passaggio dagli scopi commerciali alle regate avvenne quasi subito anche per merito delle ingenti scommesse che vi erano legate, e che furono una delle leve per lo sviluppo della nautica: progettisti e cantieri facevano a gara per aggiudicarsi le commesse. La ricerca della velocità ottimale fu un fattore decisivo per lo sviluppo delle regate, di cui gli schooner furono protagonisti fin dall'inizio.


Schooner nella costa orientale degli Stati Uniti.
Schooner nella costa orientale degli Stati Uniti.

Gli schooner, molto diffusi anche in Europa per la pesca, si trasformarono rapidamente a partire da metà Ottocento in yacht da piacere e competizione. I ricchi armatori inglesi si facevano costruire questi scafi affidandosi a celebri cantieri ed architetti navali.

La prima edizione della "Coppa delle Cento Ghinee", che sarebbe poi diventata la "America's Cup", venne disputata in Inghilterra davanti a Cowes nel 1851, tra scafi americani e inglesi, e ne fu protagonista proprio uno schooner, l'"America", stazza 170 tonnellate, che ebbe la meglio sui cinque yacht Inglesi: questi giunsero al traguardo con notevole ritardo, con grave disappunto della regina Vittoria, che osservava la regata dal panfilo reale.


"America", vincitrice della Coppa delle Cento Ghinee nel 1851.
"America", vincitrice della Coppa delle Cento Ghinee nel 1851.

Allora si correva in tempo reale, ma se si fosse applicato un sistema di compensi "America" sarebbe comunque risultata vittoriosa per alcuni minuti anche sui più piccoli yacht inglesi, peggio attrezzati. La vittoria della barca statunitense sarebbe da attribuirsi alle vele di cotone americano tessute a macchina, mentre quelle inglesi erano di lino, molto più pesante.

Da quella storica regata iniziò la competizione tra le due sponde dell'Atlantico che poi si

sarebbero affrontate spesso negli anni a venire.


La goletta "Susanna" in navigazione a Cowes (foto Beken).
La goletta "Susanna" in navigazione a Cowes (foto Beken).

L'era dei Cutter

I cutter furono le imbarcazioni che contribuirono in mode determinante alla diffusione dello yachting e delle regate. Nato nella stessa epoca degli schooner, tra il 1700 e il 1800 tra Inghilterra, Paesi Bassi e area caraibica, il cutter si diffuse ovunque come imbarcazione da pesca e da diporto.


A differenza dello schooner, rispetto al quale aveva dimensioni solitamente più ridotte, era più agile nella manovra e richiedeva equipaggi ridotti. Per un certo periodo i cutter vennero usati anche per il contrabbando: erano scattanti e potevano sfuggire più facilmente ai controlli.


L'utilizzo più normale dei cutter fu come "Barca Piloti" nei porti del Nord America e nella baia di Londra, adatte per facilitare l'ingresso in porto dei grand velieri.

Il "cutter"' (il cui nome deriva dal termine inglese "to cut", che significa "tagliare", data l'attitudine di questi yacht a "tagliare" il mare che attraversavano), era fornito solitamente di una randa quadra, una controranda e tre fiocchi a prua su un unico albero maestro.


Il cutter "Madge" nato dalla matita di George Lennox Watson, uno dei maggiori architetti navali dell'epoca.
Il cutter "Madge" nato dalla matita di George Lennox Watson, uno dei maggiori architetti navali dell'epoca.

In seguito venne anche usato per il diporto e nelle regate che presero piede nell'Ottocento sulle due sponde dell'Atlantico.

Venne poi scelto, a partire dal 1881, come yacht per le sfide della "America's Cup" in luogo dei più impegnativi schooner, che vennero mano a mano sostituiti con i più agili cutter. È proprio del 1881 la sfida tra la statunitense "Mischief" e la britannica "Atlanta", che entrò nella storia della celebre competizione segnando un cambiamento epocale negli armi da regata.

Da allora la Coppa si corse con yacht dotati di un solo albero. più maneggevoli e adatti a regate.


Intanto nel mondo delle regate si affermavano sempre più le barche di questo tipo, e si misero a punto regolamenti che favorivano yacht più performanti, gestiti da un numero minore di marinai, i cutter appunto.


Il "Volunteer" in regata davanti a New York, 1887.
Il "Volunteer" in regata davanti a New York, 1887.

Anche nel vecchio continente a fine Ottocento si organizzarono gare per questi yacht: in Francia, la "Coupe de France" messa in palio dallo Yacht Club de France dal 1891, la "Coupe Cercle de la Voile de Paris" dello stesso anno, la coppa del "Club Nautique de Nice" nel 1893. In Italia dal 1898 venne organizzata la "Coppa Italia" su iniziativa dello Yacht Club Italiano e del Re d'Italia Vittorio Emanuele III.

In Germania dal giugno 1883 si organizza sul Mare del Nord la "Kieler Woche" (la settimana di Kiel) alla quale partecipano vari tipi di yacht da regata e molti velieri reali provenienti da diversi Stati: una festa della vela arrivata sino ad oggi, che in Europa ha conosciuto interruzioni solo in occasione dei due conflitti mondiali.


Kieler Woche di inizio 1900, sorvolata da un dirigibile Zeppelin.
Kieler Woche di inizio 1900, sorvolata da un dirigibile Zeppelin.

Altre importanti regate furono svolte negli anni successivi fine a giungere ai primi anni del Novecento, quando in Inghilterra si tennero competizioni importanti come la "Jubilee Race", dedicata alla Regina Vittoria, e più tardi la "Admiral Cup" con un percorso di oltre 600 miglia in mare aperto, destinate agli yacht d'altura di ogni tipo.

In quel modo i cutter furono il volano che contribuì in maniera determinate allo sviluppo della vela in tutti i settori che a poco a poco si affermarono nel tempo.


Fu nel 1843 che vennero redatti i primi regolamenti e compensi mediante tabelle, nelle quali si consideravano la stazza, la superficie velica e la larghezza degli scafi.

Gradatamente si arrivò negli anni successivi a compilare formule sempre più precise per organizzare le regate.


Si superarono anche le vele di prua multiple mentre si andava affermando sempre più il fiocco unico, sino ad arrivare al famoso "Genoa Jib" negli anni venti del Novecento, una vera rivoluzione negli armamenti dell'epoca. Grazie ai nuovi compensi si poteva concorrere con i cutter e gli schooner, allora molto diffusi sia in Europa che negli Stati Uniti.


Per arrivare ad un metodo unico di stazza si dovrà però attendere la conferenza di Londra del 1908 con la "Stazza Internazionale" comune ai due mondi, che rappresentò un cambio di passo nello yachting mondale, al quale seguirono negli anni successivi tre revisioni della formula.


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Un altro cambiamento epocale fu l'introduzione degli armamenti "Bermudiano" o "Marconi " e l'abolizione della poco pratica controranda, difficile da regolare e scomoda da tenere a punto correttamente nelle varie andature.


Era iniziata un'altra era per la vela, tra le due sponde dell'Atlantico tutto stava cambiando velocemente e i nuovi fiocchi e gli armamenti moderni favorirono un salto di qualità notevole per gli yacht. Si affermarono gli sloop, i ketch e gli yawl, ma questa è un'altra storia che merita un racconto a parte.


Dipinto raffigurante una regata tra cutter a fine 1800.
Dipinto raffigurante una regata tra cutter a fine 1800.

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Notiziario trimestrale dell'Associazione Istruttori Volontari e Allievi Centro Velico Caprera (AIVA CVC)  

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