L'armo


nella foto: Orsa Maggiore, il bellissimo ketch della Marina Militare


Le barche a vela monoscafo (distinte quindi dai catamarani e trimarani) vengono differenziate anche in base al cosiddetto armo (o armamento) ovvero il complesso delle componenti di coperta: albero (numero, tipo e posizionamento), tipi di vela, sartiame, etc.


Questo elenco non esaurisce tutte le tipologie, racchiude solo le più comuni. Vi invitiamo quindi a leggere anche l'interessante monografia disponibile sul sito AIVA CVC.


Premessa: nei tipi di armo elencati si citano vele bermudiane (o Marconi) e auriche.

  • Il termine vela bermudiana o vela Marconi si riferisce alla tipica configurazione velica di gran parte delle moderne barche a vela. Sviluppata nelle Bermuda nel XVII secolo, il termine Marconi fu successivamente riferito all'inventore italiano Guglielmo Marconi, per la somiglianza con l'antenna della radio senza fili.

  • La vela aurica è di forma trapezoidale che si stende a poppavia degli alberi. Viene inferita per tre lati sull'alberatura: sul lato prodiero all'albero, nella parte superiore sul picco e nella parte inferiore sul boma.


Tipi comuni di armo

Sloop

Il termine deriva dall’olandese sloep, da cui derivano anche il francese chaloupe e l’italiano scialuppa. Infatti nella navigazione storica lo sloop era un piccolo veliero veloce che portava ordini da un vascello all'altro.

È la barca con l'armo più comune, caratterizzato da un solo albero con due vele: la randa, a poppavia dell'albero, inferita nell'albero e fissata al boma; e il fiocco (o genoa) a pruavia dello stesso.


Cutter

Simile allo sloop, ma con due o più vele di prua. Dispone unicamente di una randa e un albero; quest’ultimo si trova leggermente più dietro per consentire l’uso di due vele a prua sorrette da uno strallo e uno stralletto.

Le origini sono incerte ma il nome stesso ("cutter" significa infatti tagliatore) indica una imbarcazione veloce, in grado di "tagliare" le onde con agilità.


Ketch

"Checchia" in italiano, anche se è un termine poco usato.

È un veliero a due alberi dotato di vele bermudiane (ma esistono anche ketch armati con vele auriche): l'albero maestro più alto davanti e l'albero di mezzana più arretrato. Il ketch può essere anche armato a cutter con due o più vele di prua.

Un bellissimo esempio di ketch è Orsa Maggiore, la più grande barca a vela della Marina Militare, utilizzato per attività addestrative a favore degli istituti di formazione della M.M. (vedi la foto in testa all'articolo)

Yawl

"Iole" e più raramente "iolla" in italiano.

Simile al ketch, ma con l'albero di mezzana a poppavia dell'asse del timone, solitamente più piccolo e con funzioni di bilanciamento più che di propulsione.

È la barca scelta dall'attore Jeremy Irons, sul quale trovate un articolo in questo numero del Notiziario.


Schooner

"Scuna" in italiano.

Barca a vela con due alberi e un bompresso. A differenza che nel ketch, l'albero più alto è quello più arretrato, ed è detto pertanto albero maestro, mentre quello più avanzato, che è sempre più basso, è detto albero di trinchetto.

Il termine schooner è spesso tradotto in italiano con "goletta". Tuttavia, anche se molto simili, i due termini non sono sinonimi: lo schooner può presentare anche tre alberi, e l'elemento caratterizzante è dato dall'avere l'albero di prua più basso degli altri alberi. La goletta è caratterizzata dall'avere due alberi armati con vele auriche, nel caso di goletta a tre alberi, goletta a palo, l'albero più piccolo è quello di mezzana a poppa.

Vela latina

È un tipo di vela che non deve l'origine del suo nome al popolo dei Latini, come si potrebbe erroneamente pensare, ma alla sua forma triangolare (“vela alla trina” cioè a triangolo) per distinguerla dalle vele cosiddette "alla quadra", di forma rettangolare o trapezoidale.

La struttura della vela latina è composta da un albero e da un'asta, detta antenna, che viene issata diagonalmente sull'albero. La vela è inferita sull'antenna mediante i matafioni, in modo che l'antenna possa sostenerla per tutta la lunghezza.


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