Il nome della barca

Un argomento tutt'altro che banale!

nella foto: per i più esigenti, vi sono artigiani specializzati che dipingono a mano il nome sulle barche; occorrono esperienza e polso fermissimo!


QUESTO ARTICOLO E' IN LAVORAZIONE, FARA' PARTE DEL NUMERO DI DICEMBRE 2022 DEL NOTIZIARIO








Avete finalmente deciso di comprare la vostra barca! Nuova o usata che sia, il suo nome diventa ora parte della vostra vita di tutti i giorni, è quindi importante saperne di più.

Il genere

Prima e incontrovertibile regola è il genere maschile o femminile dell’imbarcazione: la tradizione marinara impone infatti che tutte le imbarcazioni appartenenti alla Marina Militare siano maschili mentre quelle mercantili e da diporto siano femminili. Quindi diremo "il Vespucci" e non "la Vespucci" come spesso si legge e si sente anche se, e qui spezziamo una lancia a supporto di chi commette questo errore, il nostro amato veliero è a tal punto elegante e seducente, una vera Signora del mare, che l'ammirazione e l'affetto possono far scusare la gaffe (a tal proposito, vi invitiamo a visitare la pagina "Noi e nave Vespucci" con le foto dei nostri Soci della e sulla "nave più bella del mondo": noi e nave Vespucci | Porto Palma (porto-palma.com)


Ma il nome ci vuole sempre?

Passiamo poi alla domanda se si debba dare un nome a tutte le barche. Secondo noi, sì: non vi è natante, per quanto modesto, che non meriti la dignità di un nome. Immaginate di arrivare in porto dopo una navigazione impegnativa: ringrazierete l'equipaggio (se c'è), il comandante (ma sì, un po' di sana autocelebrazione non guasta) e poi la vostra fiera barchetta che ha affrontato impavida le difficoltà e vi ha portati a destinazione. Cosa direte? "Grazie... ehm... "? Se quindi venite in possesso di un natante senza nome, affrettatevi a sceglierne uno.

(nella foto: nel 2015 a Londra è stata realizzata una barca di carta, funzionante, lunga 3,6 metri. Per costruirla sono stati usati 100 metri di carta con 10 litri di colla e 150 metri di nastro adesivo per renderla impermeabile all’acqua. Per non farla scuffiare è stata aggiunta sul fondo un’asta di legno. Anche a questa bizzarra imbarcazione è stato comunque dato un nome: non sorprendentemente, è "Origami")


Il cambio del nome

Si può? Dal punto di vista meramente pratico, si può: per le barche immatricolate rivolgetevi alla Capitaneria del porto di riferimento, che vi darà tutte le indicazioni necessarie. Per barche inferiori ai 10 metri il nome può essere cambiato senza nessuna particolare procedura.

Si dovrebbe? Una volta per tutte: il nome viene attribuito al momento del varo e quello rimane. La tradizione che porti male cambiare il nome di una barca può trovarci scettici, ma non è questione di essere o meno superstiziosi: il nome della barca non si cambia, così come per esempio non ci sogneremmo mai di cominciare a chiamare un cane o un gatto con un nome diverso dal suo.

È invece consentito aggiungere al nome originale quello desiderato dal nuovo armatore. Se per esempio sullo scafo o nei documenti la barca è indicata come "Maria" e volete invece dedicarla a Paola potete chiamarla "Maria di Paola".


Se comunque dopotutto volete cambiare il nome della vostra compagna di avventure, a parte gli aspetti burocratici (anche in questo caso occorre rivolgersi alla Capitaneria) esiste una procedura addirittura omologata dalla Marina britannica! che vanta una celebre e rispettata tradizione marinara, per non offendere le divinità del mare che tengono il libro dei nomi delle barche del pianeta. È un po' laboriosa ma ve la consigliamo caldamente (sono superstizioni, certo, ma perché rischiare?). Trovate i dettagli alla fine dell'articolo, fateci sapere se decidete di adottarla!


La scelta del nome

Un cenno su che nome dare alla vostra amata barca. La tradizione consiglia i nomi in dialetto locale, che rendono omaggio al mare nel quale navigate, altrimenti dovete solo sbrigliare la fantasia. Dato comunque che il nome è per sempre vi consigliamo un minimo di buonsenso, perché un nome particolarmente bizzarro o addirittura volgare (anche se simpaticamente) potrebbe stufarvi o imbarazzarvi prima di quel che pensate.

(nella foto: dare alla barca il nome del fidanzato/a potrebbe non essere proprio un'idea brillante...)


Dove va messo il nome?

Infine, parliamo di dove posizionare il nome sullo scafo. Prima di tutto un cenno sul font, che ha la sua importanza. Un bel corsivo si adatta a nomi in latino o a detti e proverbi. Un "Times Roman" si sposa bene ai nomi classici, mentre per nomi più sbarazzini o fantasiosi non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Vi consigliamo comunque di assicurarvi che il font scelto dia una buona resa anche dalla distanza: chiarezza e leggibilità sono i requisiti essenziali. (nella foto, un ottimo esempio: l'armatore ha optato per un sobrio font classico, il nome è chiaramente leggibile ed è grande a sufficienza da essere visto distintamente anche da lontano)


A questo punto non resta che apporre il nome scelto con tanta cura sulla vostra adorata "bambina": in genere viene apposto sullo specchio di poppa (purché la conformazione lo consenta), ma capita di vedere il nome su entrambi i lati a prua; ricordate però che questo spazio, in caso di immatricolazione dell’imbarcazione, deve essere usato per i numeri identificativi.


Infine, è buona norma della tradizione marinara aggiungere il nome della barca anche ai giubbotti di salvataggio presenti a bordo, al salvagente, etc.

Vi invitiamo infine a leggere tutti i dettagli sulla cerimonia del varo nella monografia allegata al numero di settembre 2020 del Notiziario: gli allegati | Porto Palma (porto-palma.com)


Procedura per cambiare il nome alla barca

Sia chiaro: questa procedura non sostituisce i passi burocratici necessari per cambiare effettivamente il nome della vostra amata barca! Per quello dovete rivolgervi alla Capitaneria di Porto che vi darà tutti i necessari ragguagli. Qui vi sono i passi necessari per cambiare il nome senza suscitare le ire degli dei che governano gli elementi della natura, ammesso che prestiate fede a queste credenze. Anche se così non fosse, potrebbe essere un giocoso momento conviviale da organizzare con amici e parenti, quindi perché no?


Attenzione! Tutti i passi devono essere eseguiti scrupolosamente altrimenti non ci sono garanzie che l’esito sarà favorevole...


• Il primo passo è eliminare in modo definitivo il nome corrente della barca. Nessuna pietà! Usate acidi, carte vetrate, qualsiasi mezzo per evitare che il vecchio nome ritorni a galla a sorpresa.


• Non dimenticate nulla! avete buttato il vecchio portachiavi, le felpe e le magliette personalizzate, il set di tazze col nome sopra? avete distrutto le foto dove compare la barca col vecchio nome? avete buttato le coppe che avete vinto in regata con su il nome della barca? ...


• Tassativo: non portare a bordo nulla col nuovo nome prima di aver completato la sistematica distruzione di ogni richiamo al vecchio.


• Quando siete assolutamente certi di aver cancellato ogni riferimento al vecchio nome, preparate una targa di metallo con il vecchio nome scritto con inchiostro solubile in acqua.


• Procuratevi una magnum di champagne di marca. No, lo spumante non va bene. No, neanche il prosecco. Ah, e siate generosi, ci sono diversi brindisi da prevedere.

(nella foto: la bellissima statua bronzea di Poseidone conservata al Museo Archeologico di Atene, periodo Classico, 460 a.C.; il tridente che impugnava è andato perduto, ma siamo sicuri che non volete correre il rischio di venire infilzati dal dio oltraggiato perché non avete seguito la procedura; pare tra l'altro che il nume in questione fosse piuttosto incline alla permalosità, guardate che cosa ha fatto passare a Ulisse...)

• Invitate gli amici a testimoniare la cerimonia di cambio di nome. Si inizia invocando il Signore dei Mari come segue: "O grande e potente Signore dei Mari e degli Oceani, al quale tutti i vascelli e coloro che si avventurano nel tuo vasto dominio devono rendere omaggio, imploriamo la tua grandezza per cancellare il nome (qui si cita il vecchio nome del vascello) che ha cessato di essere una entità del tuo regno. Come prova, ti inviamo questa targa con il suo nome che sarà tramite i tuoi poteri per sempre cancellato dal mare (a questo punto la targa di metallo precedentemente preparata viene gettata in mare da prua). Come apprezzamento della tua dispensa, munificenza ed in onore della tua grandezza, ti offriamo queste libagioni." (a questo punto versate una generosa quantità di champagne nel mare da Est a Ovest; la parte rimanente sarà passata agli ospiti, tutti dovranno berne almeno un sorso).

• Ora si può passare alla cerimonia che attribuisce il nuovo nome. Per la nuova cerimonia dovremo avere a disposizione altro champagne, anzi un bel po' di più visto che ci saranno più divinità a cui rendere omaggio. Si inizia la cerimonia di nuovo invocando Poseidone: “O potente Signore dei Mari e degli Oceani, al quale tutti i vascelli e coloro che si avventurano nel tuo vasto dominio devono rendere omaggio, invochiamo la tua grazia ad accettare nei tuoi registri questo prezioso vascello, da adesso e per sempre conosciuto come (a questo punto citate il nuovo nome) proteggendolo con il tuo braccio potente e con il tridente e assicurandogli sicuri e rapidi viaggi nel tuo vasto reame. Come apprezzamento della tua dispensa, munificenza ed in onore della tua grandezza, ti offriamo queste libagioni” (a questo punto si versa una generosa quantità di champagne nel mare da Ovest ad Est).

• A questo punto vanno invocati gli dèi dei venti per assicurare alla vostra barca buon vento. I quattro venti sono fratelli e possono essere invocati insieme, devono però essere nominati uno per uno e a ciascuno va dedicata una libagione (ve l'avevamo detto di rifornirvi di champagne...). Ecco l'invocazione: “O potenti Signori dei Venti, per mezzo dei quali i nostri vascelli attraversano il selvaggio ed incurante profondo, vi imploriamo di dare a questo prezioso vascello (si cita il nuovo nome) i benefici ed i piaceri della vostra bontà nella misura a noi più congeniale. (guardando Nord e versando in mare una giusta dose di libagione) Grande Borea , comandante del Vento del Nord, mettici a disposizione i tuoi poteri per finalizzare i nostri sforzi, offrendoci con parsimonia le schiaccianti sferzate del tuo gelido fiato. (guardando verso Ovest si ripete il rito) Grande Zefiro, comandante del Vento dell’Ovest, mettici a disposizione i tuoi poteri per finalizzare i nostri sforzi, offrendoci con parsimonia le schiaccianti sferzate del tuo selvaggio fiato. (guardando verso Est si ripete il rito) Grande Euro, mettici a disposizione i tuoi poteri, offrendoci con parsimonia le schiaccianti sferzate del tuo potente fiato. (guardando verso Sud si ripete il rito) Grande Noto, comandante del Vento del Sud, mettici a disposizione i tuoi poteri per finalizzare i nostri sforzi, offrendoci con parsimonia le schiaccianti sferzate del tuo caldo fiato.” Il rimanente champagne sarà diviso tra i partecipanti alla cerimonia.

• Terminata l'invocazione ai venti, potete portare a bordo tutti gli oggetti col nuovo nome. Se avete deciso di applicare il nuovo nome sullo specchio di poppa prima della cerimonia, deve essere immediatamente coperto dopo l’applicazione e messo in mostra non appena la cerimonia è terminata.


• Avete finito. Ora siete protetti da tutte le divinità del cielo e del mare, e anche da parte nostra avete un augurio di buon vento!

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