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Il tredicesimo fuso

  • Immagine del redattore: Notiziario
    Notiziario
  • 27 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Cos'è la linea internazionale del cambio di data e come funziona.


Nel XIX secolo ogni città adottava un proprio orario solare locale che, con lo sviluppo di sistemi di trasporto sempre più veloci ed efficienti, iniziava a creare problemi pratici notevoli: si pensi alle stazioni ferroviarie ed agli orari di partenza ed arrivo dei treni che non erano uniformi.


Per questo dal 1° novembre 1884 entrarono in vigore i fusi orari, allo scopo di semplificare e rendere universale la determinazione dell'orario in ogni parte del globo.


Si divise così il pianeta in 24 fasce orarie, ampie ognuna 15°, centrate sui meridiani con longitudine multipla di 15°, partendo da quello di Greenwich ed aumentando l'orario di 1 ora ogni fuso orario verso Est e sottraendo via via 1 ora verso Ovest.


Il fuso orario UTC (Tempo Coordinato Universale) ha quindi come meridiano centrale quello di Greenwich, ed il fuso orario va dai 7° 50' ovest ai 7° 50' est.


Nella pratica i fusi orari non seguono al millimetro i meridiani, ma ogni Paese ha deciso di adottare un orario basato molte volte sul fuso di appartenenza della maggior parte del suo territorio, in altri casi sulla sua area geopolitica. Si pensi ad esempio alla Spagna che, pur trovandosi a longitudini simili a quelle del Regno Unito, usa il fuso UTC+1 e non quello UTC. In alcuni casi i Paesi utilizzano più fusi orari vista l'estensione notevole del loro territorio (Canada, Russia, USA, Cina...).


Con l'adozione di questo sistema, compiendo il giro del Mondo, all'entrata in ognuno dei 24 fusi vanno spostate le lancette dell'orologio in avanti o indietro di un'ora, e quando si sarà tornati al punto di partenza si saranno accumulate o mancheranno 24 ore, a seconda della direzione del viaggio.


Questo apparente paradosso è alla base del rocambolesco finale de "Il giro del mondo in 80 giorni" di Jules Verne, il quale - da scrittore che si vantava di dare basi scientifiche ai suoi appassionanti romanzi - non mancò di citare i fusi orari anche in "Ventimila leghe sotto i mari".


Illustrazione dall'edizione originale di "Ventimila leghe sotto i mari": il capitano Nemo mostra al professor Aronnax gli orologi regolati sui vari fusi orari a bordo del Nautilus.
Illustrazione dall'edizione originale di "Ventimila leghe sotto i mari": il capitano Nemo mostra al professor Aronnax gli orologi regolati sui vari fusi orari a bordo del Nautilus.

I primi a rendersi conto di questo fenomeno furono i sopravvissuti dell’equipaggio della spedizione di Ferdinando Magellano: dopo aver circumnavigato il globo da Est verso Ovest, arrivando alle isole di Capoverde resero conto che non era il 9 luglio 1522, bensì il 10 luglio. È da qui quindi che nel 1884, durante la conferenza internazionale dei meridiani di Washington, venne stata istituita la linea del cambio di data, fissata lungo il 180esimo meridiano, ovvero quello opposto al meridiano di Greenwich.


Ogni nuovo giorno viene contato a partire dalla parte occidentale di questa linea immaginaria, attraverso poi i diversi fusi orari che si sviluppano da Est verso Ovest. Il tredicesimo fuso orario, ovvero quello opposto al primo, conta due giorni diversi: nella parte verso il continente americano è il giorno precedente a quello in cui si trova a Ovest, ovvero verso l’Asia.


La linea chiaramente non è perfettamente dritta e geometrica. Al contrario, segue un andamento che non sempre è lo stesso del meridiano di riferimento. La linea di cambio data passa attraverso il lo stretto di Bering, mentre nel Pacifico centrale è stata spostata nel 1995 in direzione orientale per evitare l’attraversamento delle Isole Kiribati. Alla fine del 2011 sono poi passate ad ovest della linea anche le Isole Samoa e Tokelau, appartenenti alla Nuova Zelanda.


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Notiziario trimestrale dell'Associazione Istruttori Volontari e Allievi Centro Velico Caprera (AIVA CVC)  

Decr. Reg. Tribunale Milano n° 447 del 23-12-1977

Direttore responsabile: Luisa Fezzardini

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