Rosso Volante
- Notiziario

- 27 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

È così che tutti lo conosciamo, ed è probabile che in tanti nemmeno sappiano il suo nome all'anagrafe, Antonio Valerio. Per chiunque sia stato a Caprera, "Rosso" è uno dei nomi più conosciuti, e in verità sono poche le attività della base in cui non sia stato coinvolto.
Buongiorno Antonio, e grazie per questo incontro. Cominciamo parlando un po’ di te: qual è la tua storia di marinaio, e come sei arrivato al CVC?
Rosso - La mia storia di marinaio è nata proprio a Caprera, dove mi sono innamorato della vela e dove ho realizzato la rotta da percorrere grazie agli ottimi istruttori che mi hanno accompagnato nei corsi frequentati sull’isola.
Sempre amante del mare, non appena ho riscosso il primo stipendio l’ho investito nella Scuola, che ha aperto un nuovo orizzonte sulle mie scelte di vita.

Nei tuoi anni presso la Scuola hai incontrato personaggi quasi leggendari. Cosa ne puoi dire a chi li conosce solo leggendo la storia del CVC?
Rosso - Ho avuto l’onore di seguire, ai miei esordi da istruttore, Franco Brambilla, persona squisita e modesta; Vittorio di Sambuy, che ho condotto in crociera; Achille Piatti, mio CT ad un corso CB; Francesco Mazza, Ugo Paolillo. Tutti, a loro modo, mi hanno insegnato passione, umiltà e rispetto, valori che cerco di trasmettere a mia volta.
Le tue responsabilità presso la Scuola sono cambiate nel corso del tempo: gli Allievi ne vedono solo una parte, ma vi è una quantità di compiti che si svolgono “nelle retrovie”, indispensabili per il buon funzionamento delle attività giornaliere. Cosa ce ne puoi dire?
Rosso - Credo che le responsabilità siano rimaste le stesse, sono semplicemente cambiate le modalità.
Mi spiego: nel passato le barche in legno, pesanti, non veloci ed essenziali nell’armo, perdonavano molto.

Oggi le barche sono decisamente più leggere e più performanti e richiedono un attenzione più scrupolosa, il tutto si traduce in una preparazione maggiore per tutti, allievi ed istruttori, in considerazione anche della notevole partecipazione degli iscritti.

Da qualche anno sei responsabile dei corsi per i più junior tra gli Allievi: ciò richiede un giusto equilibrio tra autorevolezza e considerazione della giovane età. Che tipo di esperienza è per te?
Rosso - I corsi junior sono fondamentali nella crescita della scuola per tanti motivi: i giovanissimi sono istintivi ed imparano rapidamente. Accompagnarli nella disciplina della vela permette loro di scoprire tutte le potenzialità di cui sono capaci e spesso sopite dai social.
Al termine del corso scoprono tutte le positività nell’essere coinvolti in un progetto che li vede assoluti protagonisti. Certo, sono impegnativi, ma danno un enorme soddisfazione.

La Scuola, gli Allievi e in generale il mondo della vela e le aspettative di chi frequenta un corso del CVC sono ovviamente cambiate nel corso del tempo. Che osservazioni o suggerimenti ti senti di dare a chi si accosta a questo mondo e in generale ai giovani Allievi?
Rosso - Ritengo che le aspettative siano rimaste le stesse. Il modo di orzare, poggiare, virare, strambare, planare si attuano da sempre in funzione dell’intensità del vento che detta i tempi.
La disciplina della vela è un arte che si apprende navigando e chi decide di applicarsi non deve essere frettoloso, deve avere pazienza, determinazione, passione pura, che sono gli ingredienti per riuscire a crescere, senza distinzione di età.
Grazie per questo confronto! Di sicuro più di una generazione di allievi potrà dire di avere avuto una bella esperienza a Caprera anche grazie a te. Ci fa piacere aggiungere una nota scherzosa con questo breve video, nel quale ti immergi, in acque sicuramente non calde, per liberare una delle barche del CVC da una trappa: considerato come sono vestiti gli astanti, giustamente il titolo è "Heroes" ;-)




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