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Vele verdi

Tre progetti universitari che uniscono sostenibilità, innovazione e performance

Tutti sappiamo che il verde è da evitare a bordo, ma stavolta è un colore che porta positività e innovazione. Al Salone Nautico Venezia 2023, presso la Tesa 99, tre atenei hanno presentato altrettanti progetti velici che coniugano innovazione e minore impatto ambientale.


I progetti nascono nell'ambito di due competizioni: la SuMoth Challenge e la 1001VELAcup. La prima prevede l'utilizzo di imbarcazioni della classe Moth mentre la seconda imbarcazioni di tipo skiff.


La SuMoth è inserita nella Foiling Week mentre la 1001VELAcup è un evento a sé. Entrambe le competizioni sono ispirate alla necessità di progetti di barche a vela più sostenibili ed efficienti, insieme a metodi di produzione coerenti con l'obiettivo finale, ovvero la promozione di pratiche sostenibili e l'utilizzo di materiali che garantiscano un abbattimento della emissione della CO2. Il tutto nel contesto di una competizione amichevole ma altamente tecnica e sfidante.


Ecco in sintesi i tre progetti, che gli studenti ci hanno presentato con competenza ed entusiasmo. Una interessante panoramica nelle sfide presenti e future che la conservazione dell'ambiente pone anche nel campo della nautica.


Università degli Studi di Padova


È il lino pre-reg il materiale di base del progetto padovano.

Questo materiale composito fibrorinforzato ("pre-impregnato"), infatti, permette un minore utilizzo della resina per lo scafo (sino al -40%), garantendo al contempo più leggerezza e quindi una barca più competitiva.

Non è la sola innovazione: l'utilizzo di PET riciclato e alluminio (il quale è altamente riciclabile) completano il progetto. L'attenzione alla performance non può ovviamente mancare (dopotutto stiamo parlando di barche da competizione), e tipologia e collocazione del timone consentono di sfruttare la scia, riducendo al contempo il beccheggio. (nelle foto: il progetto dello scafo padovano, ancora in lavorazione, e un esemplare del lino trattato)


Università degli Studi di Trieste


È il Dipartimento di Ingegneria e Architettura ad avere la leadership della proposta triestina, ma la prima cosa che ci tengono a chiarire è che si tratta di un progetto interdisciplinare, che unisce con il nome di Audace Sailing Team 60 ragazzi e ragazze di diversi corsi di studio: tutti uniti nella realizzazione di barche con il minor impatto ambientale possibile.


È solo nell'ultimo anno che il progetto Audace ha aderito alla SuMoth challenge, infatti il team già dal 2020 si è prodotto con Dedalo, realizzata in compensato di okumé e mogano, seguita poi da Lina e BAI - Lina Rossa, entrambe realizzate con un sandwich di fibra di lino.


Per questa challenge, l'Audace Sailing Team ha iniziato nel 2022 a lavorare alla sua prima barca foilante, utilizzando specifici software di progettazione. (nelle foto: l'imbarcazione in mostra al Salone di Venezia, una scheda tecnica di sintesi e il render digitale del moth)






Politecnico di Torino


Come i colleghi degli altri due atenei in mostra al Salone di Venezia, anche il PoliTO Sailing Team è impegnato nella attività di progettazione, realizzazione e conduzione di prototipi di barche a vela all'insegna di innovazione e sostenibilità.


Il Team coinvolge circa 80 studenti dei diversi corsi di studio del Politecnico, dando loro la possibilità di mettere in pratica le conoscenze tecniche acquisite con la didattica e di sperimentare e sviluppare le soft skills. Uno dei punti di forza del gruppo è il costante ricambio di studenti, che ogni anno porta nuove menti a lavorare sull’obiettivo collettivo e sotto la guida di membri con più esperienza e con una conoscenza del gruppo di oltre sette anni di progettazione di barche, regate e tecniche di costruzione.


Il progetto del team piemontese è un Moth con uno scafo fatto di un sandwich di legno di balsa, lo stesso utilizzato dal mitico Kon-Tiki.


Non ci resta che fare i nostri migliori auguri a questi motivati team universitari!






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