Capodanno alle Eolie

Aggiornamento: 23 feb

il fascino fuori stagione delle "Perle del Mediterraneo"

Le Isole Eolie (o Lipari) si trovano a Nord Est della Sicilia e rappresentano una straordinaria testimonianza di nascita ed evoluzione di isole vulcaniche. Nonostante l’attività vulcanica ancora in corso, o anche grazie ad essa, le Eolie sono isole affascinanti, un ambiente naturale ricco di flora e fauna con meravigliose spiagge, cale, grotte, insenature, faraglioni, e con una grande varietà e ricchezza di fondi marini. Nel 2000 sono state riconosciute Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. AIVA CVC le ha scelte per la sua tradizione navigazione di Capodanno.


Avremmo potuto andare a sciare! Avremmo potuto, ma invece ci ritroviamo a Capo d'Orlando per imbarcarci su due Sun Odyssey 440 alla volta delle isole Eolie per la consueta crociera di Capodanno AIVA CVC, in barba ai "farà freddo!" e i "ma sarà tutto chiuso!".

il Marina di Capo d'Orlando


Per le barche (recentissime!) ci siamo affidati a Eolian Sailing, un charter con base a Capo d'Orlando, recente ma in grande espansione, e gestito con grande professionalità dal dinamico armatore Roberto Corpina, che è un caprerino! La calorosissima accoglienza riservataci ha previsto cannoli siciliani e passito per gli equipaggi oltre a una "dotazione di sicurezza" che prevedeva per ogni barca una cassa di arance e limoni del frutteto dell'armatore...

Il Sun Odyssey 440 è un 13 metri spaziosissimo (4 cabine doppie e due bagni) grazie al baglio massimo quasi del tutto a poppa.

In coperta la circolazione è ulteriormente agevolata dai passavanti che si abbassano verso poppa fino al piano di calpestìo del timoniere e dalla posizione delle lande: quelle delle sartie alte sono in falchetta, mentre quelle delle sartie basse sono sulla tuga.


Lasciamo il Marina di Capo d'Orlando senza vento e, a motore, teniamo i 6,5 nodi. La bellezza di questo arcipelago risalta ancora di più nelle brevi giornate invernali e il vento non si fa desiderare. L'affollamento estivo è solo un ricordo e la nostra rotta si snoda fra questi antichi vulcani, alla ricerca di avventura. Sia lo Stromboli che Vulcano sono in attività, ma ovunque il respiro della terra si fa sentire e arricchisce di sapore i suoi frutti: arance dolcissime, capperi e olive aromatiche. Tutto appare particolare quaggiù!


A metà mattina arriva il ponente, prima sui 7 nodi poi a 10 nodi e pure oltre. Non fa freddo, c'è il sole e, col vento in calo, diamo fondo per il pranzo nella cala di ponente su Vulcano. Ci saremmo volentieri avventurati alla sua scoperta, salendo in cima al cratere o anche soltanto facendo un bagno nelle sue terme naturali a due passi dalla riva ma, ahimé, è in piena attività vulcanica al punto che solamente i residenti sono autorizzati a scendere.

Così dopo pranzo lasciamo Vulcano col maestrale in arrivo (vedi foto). Pigramente sotto fiocco raggiungiamo Lipari ed atterriamo a Porto Pignataro. L’idea è quella di farci una passeggiata per vedere Lipari e magari salire su un punto panoramico per ammirare almeno da lontano la vaporosa Vulcano. Tempo di perfezionare l'ormeggio delle due barche, in previsione del rinforzo di maestrale, che questi arriva in men che non si dica scatenando un acquazzone epocale.

Eh, no! Stavolta non ci arrendiamo: vestiti di tutto punto, cerata, berretto, guanti, stivali ma soprattutto carichi di un sorprendente entusiasmo che ci accompagnerà nel corso di tutta la vacanza, partiamo incuranti dell’acqua che arriva da tutte le parti. Fra risate e prime chiacchiere fra sconosciuti il pomeriggio vola senza dar neanche tanto peso al maltempo e poi comunque c’è il premio finale: una fantastica degustazione di arancini appena sfornati e struscio in una Corso Vittorio Emanuele un tantino deserta.


Latte macchiato da Viola e cena a bordo: zuppa di legumi e spiedini di pesce spada.

l'amico Salvatore ha scattato una serie di bellissime foto di barche nelle varie isole esplorate dall'equipaggio


Il mattino dopo alle nove in punto siamo in rotta per Panarea con il maestrale a 20 nodi, ma con due mani di randa e genoa ridotto avanziamo veloci e sicuri a 7-8 nodi. Usciti dal ridosso di Lipari l'onda sui due metri ci investe al traverso e quindi orziamo per tenere l'onda al mascone.


Gli stratocumuli coprono il cielo e piove a tratti, ma l'umore a bordo è ottimo: cantiamo a squarciagola le hit dell'estate! Raffiche a 30 nodi!


All'altezza di Capo Milazzese giù randa e affrontiamo l'atterraggio sotto fiocco; individuiamo il molo dell'aliscafo e, disturbati da violente raffiche catabatiche, diamo fondo a sud del molo e portiamo con difficoltà le cime in banchina. Oggi le condizioni meteomarine impediscono l'arrivo degli aliscafi e quindi non dovremmo avere problemi.


La risacca però è insopportabile e violenti strattoni mettono alla prova le nostre linee di ormeggio. Una cima da 14 mm si trancia di netto e passiamo la notte in centrifuga, nonostante tutti i tentativi di perfezionare l'ormeggio.


Dopo una notte non proprio tranquilla, alle otto del mattino ne abbiamo abbastanza della risacca di Panarea e salpiamo alla volta di Stromboli. La giornata è perfetta: 10-15 nodi da nordest, il sole splende tiepido e l'unica nuvola si attarda a fare da cappello alla vetta dello Stromboli.

“Iddu” significa “Lui” ed è così che gli abitanti di Stromboli chiamano il vulcano che li sovrasta

I bordi si alternano veloci e sfiliamo in coppia davanti alla "sciara del fuoco". Ogni tanto il borbottìo del vulcano sembra darci il benvenuto. A vele piene arriviamo sul lato orientale e afferriamo un gavitello che Alessandro, un gentilissimo isolano, ci mette a disposizione.

La spiaggia di Stromboli con le nostre due barche, e sulla spiaggia le barchette dei pescatori


Pranziamo frugalmente e ci spogliamo per godere del sole, aspettando il gommone con Alessandro che ci accompagna a riva per salire sul vulcano.

Angelo, la guida locale, indispensabile per arrivare in quota, ci fornisce di casco e lampada frontale e ci scorta fino alla bocca dello Stromboli. Arriviamo al tramonto e, con il buio, scorgiamo i bagliori della lava che rotola giù per la sciara del fuoco.

Nell'oscurità torniamo alla base e ci infiliamo in un grazioso ristorante che per venti euro a testa ci serve antipasti misti, spaghetti con tonno fresco e pomodorino e fritto misto! Stanchi ma felici torniamo a bordo sotto una stellata indimenticabile.

Il giorno dopo è l'ultimo dell'anno ma sembra Ferragosto: il sole splende caldo in un cielo sgombro di nubi. Colazione in pozzetto e lasciamo la boa di Stromboli. Rotta a Sudovest, ma ci teniamo discosti dalle pendici del vulcano che ci copre dal ponentino che si sta alzando (10-12 nodi che poi diventano 15). Ci mettiamo di bolina a vele piene e il vento ci spinge a 6-7 nodi, non possiamo chiudere l'anno in modo migliore!


Alle 15:30 atterriamo nel porto di S. Marina a Salina, quasi deserto, ma il marinaio del Marina ci fa trovare la doccia bollente.

Salina


Gironzoliamo per il piccolo centro e già meditiamo per il cenone. Sul far della sera musica in quadrato e pentole sui fornelli su tutte e due le barche.

Il cenone di Capodanno: pappa al pomodoro alla veneta, carbonara al limone, lenticchie al piede di porco, ratatouille della Patti, carciofi alla Cinzia, formaggi, dolci, etc., Malox


All'indomani noleggiamo una Panda per scorrazzare per l'isola ma in salita ci tocca metter fuori le gambe come i Flintstone. Rischiamo più volte di non tornare vivi e capiamo finalmente il detto che "per i marinai il pericolo è la terra"!

Pollara


Comunque ci godiamo l'incantevole baia di Pollara e non possiamo non ricordare il mitico Troisi. Poi è la volta dell'incantevole borgo di Rinella e, lesti, torniamo alla base visto che la nostra utilitaria mostra inquietanti spie rosse.

la spiaggia nera di Rinella


Il primo dell'anno 2022, sopravvissuti alla gita a Salina, riprendiamo il mare verso la vicina Filicudi. Le nubi a strati preannunciano pioggia e, senza vento, navighiamo a motore fino al lato sud. Arriviamo così a Pecorini a mare e esploriamo un eventuale ormeggio al molo dell'aliscafo, ma in testa al molo i fondali sono impraticabili per dare fondo in sicurezza, mentre sul lato orientale gli scogli sembrano chiudere il passo.


Ma all'improvviso un pescatore si sbraccia dal molo con i suoi guanti gialli (sembra Topolino!): "Isolano sono! Vi dico che potete mettervi qui senza problemi!" E gli scogli? "Se vi dico di stare qui vi dovete fidare!" Quindi, con un atto di fede nell'isolano, filiamo ancora a pochi metri dagli scogli ed ormeggiamo sulla banchina a est. Nel frattempo il molo si è riempito di persone, tutti ad assistere al nostro attracco. Inizialmente pensiamo a turisti e isolani che stanno aspettando l’aliscafo per partire ma di li a poco, non vedendo arrivare nessun aliscafo, capiamo di essere noi il passatempo...

Le nostre due barche ormeggiate al molo di Pecorini a mare su Filicudi, le uniche ad approdare qui dallo scorso ottobre


Siamo appena arrivati e già qualcuno ha prenotato la cena a terra: gnocchetti ai pomodorini e ricotta, pennette al pesce e gli immancabili, deliziosi involtini di spada. 25 euro compresi taxi, contorno e dolce! Evviva la bassa stagione!


All'indomani, con grande malinconia, mettiamo la prua su Capo d'Orlando. Si torna a casa! Ma è solo un arrivederci a questo magnifico arcipelago e all'altrettanto magnifico equipaggio.



Gianluca Marcon è Capobarca AIVA CVC e naviga da sempre. Ama scrivere e disegnare e i suoi reportage illustrati di navigazioni sono stati più volte pubblicati dal periodico di settore "Bolina". Ha recentemente partecipato con successo alla mostra internazionale "Matite in viaggio" e ha già in cantiere diversi progetti che coniugano la passione per la vela e per le arti figurative. Per questo Notiziario ha illustrato il Vendée Globe 2020-2021, trovate le sue tavole nell'articolo Il Vendée in inchiostro di china.



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