Michele, competenze fra terra e mare

Aggiornato il: ago 25


Comincia con questo numero una serie di interviste ad alcuni dei tanti professionisti che fanno parte dello staff del CVC. Li conosciamo, ma forse non tutti hanno piena percezione delle loro responsabilità e del loro lavoro "dietro le quinte", che ci permette di godere dell'esperienza di Caprera senza pensieri e in sicurezza. Iniziamo con Michele Cannarsa, responsabile operativo delle basi di Caprera.


AIVA CVC: Buongiorno Michele, e grazie per questo incontro. Cominciamo parlando un po’ di te: qual è la tua storia di marinaio, e come sei arrivato al CVC?


MC: La mia esperienza velica inizia da bambino, nel 1987, presso il Circolo della Vela Erix. All’inizio un po' restio, ma poi il rapporto di amicizia con i compagni di corso fece scaturire la passione ed entrai così nella squadra agonistica degli Optimist.


Dopo qualche anno, passato al Circolo Velico La Spezia, con la nuova squadra si creò uno spirito di equipaggio tale da portarci a regatare ad alti livelli in classe ORC e IRC. Mentre cresceva la passione per le regate d’altura, mi avvicinai anche al mondo degli skiff e successivamente dei monotipi da regata tipo Melges. Nel 1999 entrai a far parte del team di Caprera presso la base di Lerici e nello stesso anno conseguii il formazione istruttori.


La passione per la vela ed il crescente coinvolgimento nelle attività della scuola mi portarono nel 2014 a ricoprire l’attuale ruolo di coordinatore operativo.


AIVA CVC: Veniamo alle tue responsabilità, che sono tante e variegate. Ce le vuoi riassumere?


MC: Possiamo dire che l’attività lavorativa si divide in due periodi distinti: il periodo invernale, dedicato all’organizzazione della manutenzione ed al riassetto di tutte le imbarcazioni, ed il periodo di apertura della scuola con il quale si entra nel vivo dell’attività.


Con l’avvio dei corsi, l’attività principale diventa la gestione della sicurezza in mare, oltre naturalmente a garantire l’efficienza della flotta della scuola.


AIVA CVC: Parlaci della tua giornata quando la stagione del CVC è nel suo pieno svolgimento.


MC: Premetto: sono mattiniero. La giornata inizia presto davanti ad una tazza di caffè e alla mia sfera di cristallo…. per le previsioni meteo!


Una volta in base i tempi sono stretti: un rapido meeting con gli istruttori cabinati e poi via verso lo scalo perché arrivano gli ADV ad aiutare nella riparazione delle avarie delle barche consegnate la sera prima.


Con l’arrivo degli allievi e dei capiturno si programmano le attività della mattinata e, quando tutte le barche sono in mare, con capo base e staff si pianificano le manutenzioni a lungo termine.

Nel caso di condizioni meteo difficili, allora è necessaria la nostra presenza in mare per l’assistenza. Dopo pranzo le attività riprendono come la mattina fino al rientro di tutte le imbarcazioni. Raccolte tutte le avarie, la giornata volge al termine e si rientra a casa.


AIVA CVC: Quale dei tuoi compiti giudichi il più oneroso in termini di impegno personale e professionale?


MC: Il compito che ritengo più impegnativo è la gestione delle emergenze. Il nostro lavoro si basa principalmente sulla prevenzione, ma bisogna essere sempre pronti agli imprevisti. (una barca a scogli, un’avaria in navigazione, un infortunio, etc).


AIVA CVC: Quando il primo First 27 è stato portato nelle acque di Caprera per testarlo in loco, tu facevi parte dell’equipaggio (vedi foto).


Può essere un po’ meno noto il fatto che tu abbia modificato in modo radicale il piano di coperta del First 27 (e con eccellenti risultati) che è progettato per far divertire un equipaggio ridottissimo di 2/3 persone. Un lavoro molto importante perché ha avuto delle ricadute pratiche enormi sull’esperienza F27 come la conosciamo oggi. Ce ne vuoi parlare?

MC: Noi a Caprera non amiamo mai parlare di modifica di una barca. Preferiamo piuttosto parlare di accorgimenti e scelte tecniche che permettano all’imbarcazione di adattarsi alle esigenze della scuola e alle sue “intense stagioni”.


Naturalmente è stato per me un piacere accogliere una nuova barca al suo esordio nella scuola. Il processo di adattamento degli F27 è stato il frutto di una continua collaborazione di tutto il nostro staff con la veleria e con il cantiere, ma ancora più importante è stato il continuo contributo di istruttori ed allievi che giorno per giorno utilizzavano l’imbarcazione.


AIVA CVC: La sicurezza è sempre al primo posto, e tu sei il referente in caso di avarie, problemi tecnici, infortuni alle persone. Che tipo di preparazione ti viene richiesta per essere sempre aggiornato su queste tematiche così critiche?


MC: Per quanto riguarda le avarie ed i problemi tecnici è importante essere sempre aggiornati sulle nuove tecnologie e materiali a disposizione. Mentre, per quanto riguarda gli infortuni, non perdo occasione di partecipare ad un BLSD. (*)

Sicuramente la cosa più importante è l’esperienza e fare tesoro dei propri errori.


AIVA CVC: Una domanda volutamente un po’ insidiosa... Le tue dirette controparti sono gli istruttori: un rapporto complesso e non sempre facile, la cui riuscita è forse l’aspetto più importante della tua attività. Cosa ce ne puoi dire?


MC: Non ritengo sia un rapporto difficile quello con gli istruttori, ma l’esperienza mi ha insegnato che è necessario un certo periodo per riconoscersi tra marinai. In questi anni sempre più istruttori hanno dimostrato di apprezzare il nostro lavoro dandosi sempre disponibili anche per mansioni al di fuori del loro ruolo, aiutando me e il mio staff.


AIVA CVC: Quando siamo a Caprera ti vediamo fare davvero di tutto e di più: a tua volta tu ti avvali del supporto e del lavoro di altri colleghi, con i quali ti coordini per lavorare in team. Chi sono e che ruoli ricoprono?

MC: Come si dice spesso all’arrivo degli allievi, Caprera è una nave che prende il largo per tutta la durata del corso: ognuno dovrà dare il proprio contributo affinché la nostra nave arrivi in porto alla fine del viaggio.


Anche il nostro staff fa parte dell’equipaggio ed ognuno di loro si occupa di mansioni necessarie al buon funzionamento. E’ difficile presentare tutti, ma ci proviamo! Il comandante dell’equipaggio, Giuseppe con le sue due squadre, mare e terra.


Nella parte a mare, con me, ci sono Sandro, Ruben, Carlo, Gigi e Gabriel. Mentre a terra, guidati da Toni, abbiamo i cuochi Mamadou, Ivan e Giuseppe; Parchetta e le ragazze Domenica e Isa. Infine non dobbiamo dimenticare la segretaria Emilia e i due ragazzi dello spaccio Silvia e Roberto. In questi anni lavorando con loro ho scoperto di avere un’altra famiglia e li ringrazio tanto di avermi accolto.


AIVA CVC: Chi arriva a Caprera si aspetta una esperienza gradevole e positiva, ma è anche vero che ciò dipende anche dall’atteggiamento responsabile di tutti, dall’osservanza delle regole comportamentali indicate dal CVC e soprattutto dal rispetto per gli altri e per le dotazioni messe a disposizione dal Centro. In questo senso, c’è qualche suggerimento che ti senti di dare a chi frequenta Caprera, a qualunque titolo?


MC: Mai come quest’anno si è dimostrato che il rispetto delle regole è fondamentale per garantire a tutti un’esperienza positiva ma soprattutto sicura.

Il consiglio che do sempre a coloro che muovono i primi passi come volontari al Centro Velico è quello di essere consapevoli dell’importanza del loro ruolo, perché Caprera vive grazie alla loro opera e quindi solo con l’esempio, rispettando e trasmettendo agli allievi le norme di vita ed i valori che da sempre ci contraddistinguono, la scuola potrà essere sempre una bella esperienza per tutti coloro che la frequentano.


AIVA CVC: Michele, grazie per questo bell’incontro. Mentre aspettiamo di rivederti a Caprera ti auguriamo delle serene festività e (sempre) buon vento.



(*) BLSD è l’acronimo di Basic Life Support Defibrillation. Un corso BLSD ha come obiettivo l’acquisizione degli strumenti e delle capacità necessarie per riconoscere in una persona adulta lo stato di incoscienza, l’arresto respiratorio e l’assenza di polso, e per praticare le manovre di primo soccorso con l’impiego del defibrillatore in una condizione di sicurezza per se stesso, per la persona soccorsa e per gli astanti. (n.d.r.)







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