RAN, RAN, RAN!

Aggiornamento: 19 giu

AIVA CVC ha partecipato alla prestigiosa Regata Accademia Navale 2022

Quando durante il Raduno Annuale AIVA CVC 2021 il Comandante Alessandro Bausone della Marina Militare (ospite del Raduno con il bellissimo sloop Gemini al comando del Capitano di Fregata Gian Luigi Cantini) ha invitato l'Associazione a partecipare alla Regata Accademia Navale 2022 (vedi questo link), ci siamo immediatamente attivati e abbiamo lanciato un appello ai nostri Soci per costituire l'equipaggio.

Alla fine di una selezione tra le candidature pervenute, si è schierata sulla linea di partenza "La Cucciola", un Sun Fast 3600 con a bordo il comandante Max Marchese e Nicoletta Addimando, Alessandro Arnò, Marco Barale, Pierluca Bertolotto, Patrick Zippenfenig. Ecco il resoconto della regata, dove il nostro equipaggio (gli "outsider" della situazione) ha dato ottima prova di sé, piazzandosi sempre nel gruppo di testa, toccando addirittura il secondo posto in alcune tratte e terminando quarto nella classifica IRC e quinto nella classifica ORC (vedi i dettagli della classifica in fondo all'articolo).


Una indispensabile premessa

Prima della cronaca della regata, presentiamola! La RAN è una regata d'altura tra le più lunghe del Mediterraneo: ben 630 miglia con percorso Livorno - Porto Cervo - Capri e ritorno. Link al sito ufficiale

Giunta quest'anno alla sua quinta edizione, la RAN è organizzata dallo Yacht Club Livorno in sinergia con l’Accademia Navale ed è parte integrante del più ampio evento "Settimana Velica Internazionale Accademia Navale – Città di Livorno".


L'evento, di per sé prestigioso, da quest'anno è entrato a far parte del Campionato Italiano Offshore di vela, acquisendo così una valenza sportiva ancora maggiore.

​La regata si è svolta dal 23 aprile al 1° maggio 2022.


La Regata Accademia Navale 630 è partita da Livorno davanti alla sede della prestigiosa Accademia Navale, con prima destinazione Porto Cervo (Sardegna), dove il cancello era tra Porto Cervo ed una boa posta nei pressi. Come seconda tappa l’isola di Capri (Golfo di Napoli) con boa posta in prossimità del porto. Come ultima destinazione ed arrivo finale nuovamente a Livorno, con traguardo posto nelle acque antistanti l'Accademia Navale. Ecco la mappa col percorso.

La regata

È stato scritto molto su questa competizione, ma cosa vuol dire partecipare a questo tipo di regata? Come già detto, la RAN è nel Calendario del Campionato off-shore avendo un coefficiente di difficoltà 3 (cioè il massimo) e questo implica che sia una gara lunga e impegnativa.

Non ci si improvvisa a parteciparvi, e bisogna avere una certa esperienza alle spalle: Regata è sinonimo di "curare i dettagli". E sono proprio questi a fare la differenza in termini di sicurezza e risultato in classifica.


Qualche giorno prima della partenza inizia la verifica dell'attrezzatura e la check-list delle cose necessarie e obbligatorie da avere al seguito. Viene controllato tutto: dal semplice avvitamento di un innocuo bulloncino del paranco randa, alla sostituzione delle stecche delle vele, ecc.


Tutto ciò che non è strettamente necessario viene sbarcato, occorre avere spazio a disposizione sottocoperta ma soprattutto centellinare il peso, ogni chilo in più riduce la performance. Per intenderci, su questo tipo di barca ogni 18 chili imbarcati si abbassa la linea di galleggiamento di 1 mm. Quindi non è un tarlo divoratore del regatante avere peso a bordo! Anche la cambusa viene scelta con attenzione affinché sia nutriente, varia e senza cose superflue.


Terminata la preparazione, il focus si sposta su sicurezza e vita di bordo: distribuzione degli incarichi in caso di abbandono barca, utilizzo radio, Epirb... Stabilire i due gruppi di lavoro, turni e gestione rifiuti.

Tutto questo è stato fatto alla Marina di San Vincenzo, vicina a Livorno. Comoda e fornita di magazzino nautico per i ricambi e della gru per sollevare la barca dall'acqua, fondamentale per pulire la carena, smontare le prese a mare, verifica timoni, ecc.


Finalmente tutto è pronto, ogni cosa è al suo posto, l'equipaggio è informato e sensibilizzato su tutto, La Cucciola può essere trasferita. Ma appena si esce dalla Marina per iniziare la navigazione di trasferimento, gli strumenti hanno pensato bene di dare forfait. A nulla è servito fare reset memoria, verifica circuito, controllo stazione in testa d'albero. La rassegnazione sembrerebbe ormai l'unica soluzione, gli unici dati a disposizione saranno per l'intera regata il Sog e l'Heading (velocità barca e bussola) che, senza l'ausilio di altri dati, aumentano le difficoltà nell'affrontare la navigazione, soprattutto quella notturna, e senza avere un check preciso delle polari.


nelle foto: l'equipaggio AIVA CVC si è ritrovato alla Marina di San Vincenzo alcuni giorni prima della regata per la preparazione della barca e le necessarie sessioni di allenamento e coordinamento.

I risultati non si sono fatti attendere: il 23 aprile la partenza della nostra La Cucciola è stata sprintosissima! Al punto da meritare un video ufficiale dal Comitato di Regata.


Il 24 aprile alle 11.34 La Cucciola si è già attestata in seconda posizione, con davanti solo Testacuore (un Cookson 50 che ha fatto gara a sé per tutta la durata della competizione). È stata una giornata non facile, con pioggia e onda. Il passaggio dalle Bocche è stato molto impegnativo (come sempre, del resto) con raffiche a 35 nodi. Si registrano già tre abbandoni, a riprova della difficoltà di questa competizione.


Il 25 aprile alle 16.00 La Cucciola passa il cancello di Porto Cervo in seconda posizione.


Nel pomeriggio del 27 aprile La Cucciola gira la boa di Capri in 4° posizione, a 3 miglia di distanza il team mira a prendersi la terza posizione (in una delle foto Ummagumma, superata e lasciata in 5° posizione). Siamo a circa 250 miglia dalla linea di arrivo a Livorno.


Il 28 aprile alle 17.09 La Cucciola è seconda! C'è stata una rotazione del vento con una piccola bassa sotto costa. Renoir, che era seconda, ha dovuto virare mentre La Cucciola ha dovuto solo poggiare recuperando il gap. Grande equipaggio!!

Il 29 aprile alle 14:04:03 La Cucciola ha tagliato il traguardo, concludendo un'ottima gara dove si è sempre mantenuta nel ristretto gruppo di testa. (La Cucciola verso l'Argentario all'alba, foto scattata a bordo di Blues)


Dal mio punto di vista ed esperienza, questa è stata una bellissima competizione! Navigazione lungo un percorso molto suggestivo: partenza da Livorno con passaggio tra le isole dell'arcipelago Toscano, Bocche di Bonifacio con il solito intenso benvenuto. Mare aperto tra Porto Cervo e Capri. Arrivare nel Golfo di Napoli e abbandonarlo in tempi brevi non è così scontato, fare tutta la costa risalendo il Tirreno centrale riserva sempre delle belle insidie.


È una regata completa che nasconde diverse sorprese, continue mutazioni climatiche, molto interessante la pianificazione e strategia da adottare lungo il tratto di costa.


La regata rappresenta un po' la vita: ci sono momenti in cui la situazione è ottimale e si è galvanizzati e un istante dopo si è in preda allo sconforto perché ci si ritrova senza vento e in mezzo alle onde a ciondolare. Ma quando dopo una lunga attesa e fatica per percorrere poche miglia risale il vento, tutto muta rapidamente e dà nuova enfasi.


La Cucciola è un Sun Fast 3600 varato nel maggio 2018: la utilizzo ormai da qualche anno e posso dire di conoscerla abbastanza bene, sia i pregi che i difetti. Ma è indiscutibile che sia un vero piacere condurla, sapere quali sono le sue polari migliori, regolare le vele in maniera maniacale e portarla al target: è veramente esaltante, ti senti tutt'uno con lei. Sentirsi al sicuro, sapere di poter contare su un mezzo efficiente che offre il meglio in condizioni impegnative, insomma personalmente adoro questa barca.


Il tutto ancora più piacevole e riuscitissimo grazie ad un ottimo equipaggio, disponibile nel fare anche il lavoretto meno gratificante, attenti a condurre la barca come se fosse sempre l'ultimo cruciale miglio prima dell'arrivo. I membri venivano da varie esperienze veliche: chi dalle derive, chi da navigazioni crocieristiche ma con poche regate alle spalle, chi ha navigato in oceano, ma con comune denominatore la voglia di far bene e portarsi a casa una bella esperienza.


Mi auguro di poter replicare il prossimo anno, ancora più preparati ed agguerriti alla linea di partenza, e con la voglia di vivere un'altra indimenticabile esperienza.

nella foto: La Cucciola col suo equipaggio al passaggio di Porto Cervo foto dello Yacht Club Livorno


...e il meteo?

Vale per tutti il commento da bordo di Antonio Maglione, armatore di Blues: "È una regata dove in 630 miglia si trovano tutte e quattro le stagioni: autunno come alla partenza ed alle Bocche, con vento, pioggia e mare formato; inverno con il freddo che ti penetra nelle ossa (per quanti indumenti metti addosso) durante i turni di notte. Poi la primavera come ieri (28 aprile, ndr), il mare era come una piscina e con un vento gradevole e veloce che ci ha fatto attraversare il Tirreno in un amen; ed infine il caldo estivo di oggi, con il solleone del Golfo di Napoli."


Video e Galleria

Durante una regata l'equipaggio è impegnato a dare il massimo in termini di prestazioni e concentrazione. Ciò non impedisce ai partecipanti di catturare a turno immagini veramente memorabili. Ne proponiamo qui alcune, insieme al bel video di Marco Barale, per visionare tutte le immagini vai alla Galleria AIVA CVC.



La classifica finale

Questo è il link alla classifica ufficiale ORC / IRC della RAN 2022. Spieghiamo questi due sistemi di rating, che sono tra i più frequentemente applicati nelle regate d’altura.


Lo standard “ORC-International” dell’ORC (organo tecnico dell’ISAF per le classi a rating) è lo standard internazionale ufficiale per le competizioni a rating; tiene in considerazione, fra molti altri fattori, la stabilità (tendenza al raddrizzamento, o momento trasversale), l’attrito, il momento longitudinale (o tendenza al beccheggio), il piano velico, la resistenza aerodinamica dell’albero, i materiali di costruzione, il baglio massimo, la profondità, il peso dell’equipaggio, le differenze di prestazioni dell’imbarcazione al variare dell’intensità del vento ecc.


L’IRC, invece, fa della segretezza della formula, custodita dal R.O.R.C. (Royal Ocean Rating Club), il suo punto di forza. Così impedisce ai progettisti di elaborare disegni tesi a sfruttare eventuali buchi del regolamento e dà vita a una flotta omogenea, dove nessuna barca parte sapendo di essere già battuta. L’IRC non prende in considerazione fattori come il peso dell’equipaggio, le misure delle appendici (vengono comunque penalizzate le barche degli armatori che dichiarano di averle modificate). Il calcolo dei compensi si basa sulla correzione del tempo reale (snobbando la distanza percorsa) e non fa ricorso alle “polari” (coefficienti di correzione che variano al variare dell’intensità del vento) che hanno rappresentato una delle principali fonti di disaccordo tra regatanti e comitati di regata, visto che l’intensità del vento in partenza potrebbe essere ben diversa da quella effettivamente incontrata sul resto del campo di regata.

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